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Blanca Varela, Casa di corvi

Blanca Varela, Casa di corvi

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Traduzione inedita di Myra Jara Toledo. Perché ti nutrì con questa realtà che cuoce male per tanti e così poveri fiori del male per questo assurdo volo a filo di pantano ego te absolvo di me labirinto figlio mio non è tua la colpa né mia povero piccolo mio di cui feci questo impeccabile ritratto forzando l'oscurità del giorno palpebre di miele e la guancia costellata chiusa ad ogni tocco e la bellissima distanza del tuo corpo la tua nausea è mia la ereditasti come ereditano i pesci l'asfissia e il colore dei tuoi occhi è anche il colore della...
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Franco Buffoni, Silvia è un anagramma

Franco Buffoni, Silvia è un anagramma

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Silvia è un anagramma è un libro di prose saggistiche di Franco Buffoni, che esce il 5 agosto per Marcos y Marcos. Pubblichiamo tre estratti da Variante naturale, il primo capitolo.   LAICITA’ Giacomo Leopardi, mentre dalla Germania riceveva offerte di cattedre - rifiutate per timore del freddo, e nell’ultimo decennio anche perché sapeva che Ranieri non l’avrebbe seguito - a Roma avrebbe potuto ottenere cospicui benefici ecclesiastici, grazie alle conoscenze di Monaldo, che - avendo ben intuito la vera indole del figlio - desiderava...
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Non “una storia come le altre”. Su Alessandro Ricci

Non “una storia come le altre”. Su Alessandro Ricci

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di Emanuele Franceschetti   Bisogna anzitutto liberare il campo da facili equivoci: quella di essere semisconosciuta non è mai condizione sufficiente affinché sia necessario (non si faccia caso al bisticcio di parole) avvicinarsi con rinnovata attenzione all’opera di un autore. (Ri)accendere la spia dell’interesse su pagine poco o nulla conosciute può senz’altro contribuire a riattivare prospettive di lettori e studiosi, ma in ogni caso sempre evitando atteggiamenti agiografici, dove l’entusiasmo per la novità – o per la riscoperta – rischiano di sostituire la lucidità necessaria...
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Marilena Renda, Fate morgane

Marilena Renda, Fate morgane

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Nove poesie inedite.   Se li guardi da vicino, i templi mostrano un animo nobile. Sono i convitati di un banchetto divino, e se temono il futuro non lo danno a vedere. Due volte ho viaggiato per incontrarli e due volte sono rimasta sulla soglia, la prima con te, poi con una guida che disprezzava il mio terrore degli dei. Tu giocavi al demiurgo, frequentavi solo gli spettacoli creati da te. Avevi case, terre e una madre nobile, lo stemma sulla facciata della casa di...
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Giorgio Ghiotti, Il mare di Milano

Giorgio Ghiotti, Il mare di Milano

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Cinque poesie inedite. …ci sono state sere più chiare, ce ne saranno, in cui uscire di casa a mezzanotte sarà tutta l’estate, tutto restare in piedi a una fermata, il primo tram che appare. Non sarò mai meglio di così. C’è un sogno che rincorro eternamente, ed è Milano, mia città di mare…     Quasi tre anni e ancora le confondo Porta Genova e Porta Lodovica, do appuntamenti ai quali manco, rispondo a una turista approssimando indicazioni sbagliate, non mi correggo quando me ne...
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Giulia Martini, Ciascuno per Firenze è come se…

Giulia Martini, Ciascuno per Firenze è come se…

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Sei poesie inedite.   È colpa tua se adesso ho questi esiti. E sieti reo che tutto il mondo, Sally, sa cosa leggi, in quale modo esisti.   * Ciascuno per Firenze è come se calmamente deposto dalla croce questa mattina calmamente andasse. Passa il cinquantasette, quasi scivola pieno di gente, lento, sui viali – e prima o poi tu riderai con tutti. E vi entreranno altri, innumerevoli – raccolgo le radici, gli antroponimi della tua deità che va in frammenti.   * Quando mi...
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Simone di Biasio, Panasonica

Simone di Biasio, Panasonica

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Cinque poesie da Panasonica, uscito nel 2020 per Il Ponte del Sale. Panasònica La ricerca di panasonica non ha prodotto risultati. Ti suggeriamo di controllare l’ortografia e di ritentare oppure di provare la ricerca nelle forme flesse.   Allora non è vero che siamo diversi dalle macchine, che loro si rompono e noi resistiamo in piedi se poi si staccano pezzi anche dal corpo nostro e non si riattaccano, non funzionano a mezzo servizio: o connessione o silenzio, o vecchiaia o morte non si passa...
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Tutto cinema e chiesa: Aleksandr Blok

Tutto cinema e chiesa: Aleksandr Blok

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di Dario Borso   Nella tarda primavera del 1909, il primo poeta delle Russie girò per l’Italia con la morte nel cuore. I connotati metafisici della crisi gli si profilarono alla seconda tappa: Tutto ciò che balena un solo istante e perisce, tu l’hai già seppellito nei secoli, o Ravenna, e come un bimbo dormi nell’assonnata eternità. La poesia sviluppa l’incipit per altre sei quartine disseminate di lapidi, sarcofaghi e mausolei (ché anzi case e uomini – tutti sono tombe): la malattia sta nella caducità,...
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Lucia De Carli, La vita non è un luogo pericoloso

Lucia De Carli, La vita non è un luogo pericoloso

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Tre poesie inedite.   In partenza: ciò che non riesco a dire come inchiostro bianco su un foglio bianco o grigio di neve, o forse sei tu - spettatore che hai aspettato di vedere versi meno sospettosi per questa storia il mio quindici di agosto ho pianto – (agosto è il mese terribile) e non ho più visto nulla per molto tempo e oggi ancora non vedo nulla. “Viva l’Italia” – mi hanno sentita in febbraio (quella sera sono uscita di casa) ti condanno a...
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Fabio Chiusi, Dal mondo nuovo

Fabio Chiusi, Dal mondo nuovo

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Cinque poesie inedite.   “Cambiò il mondo. Cambiò il nemico. La morte ebbe facce nuove che non conoscevamo ancora. Non si vedeva, la morte, non si toccava, non aveva odore. Mancavano persino le parole, per raccontare della gente che aveva paura dell’acqua, della terra, dei fiori, degli alberi. Perché niente di simile era mai accaduto, prima. Le cose erano le stesse — i fiori avevano la solita forma, il solito odore — eppure potevano uccidere. Il mondo era il solito e non era più lo...
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Teresa Franco, La lingua del padrone. Giovanni Giudici traduttore dall’inglese

Teresa Franco, La lingua del padrone. Giovanni Giudici traduttore dall’inglese

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Questo è un estratto dal volume La lingua del padrone. Giovanni Giudici traduttore dall’inglese, di Teresa Franco (Rubettino 2020), in cui l'autrice presenta la sua ricerca e offre linee guida essenziali per la lettura del saggio.   In un recente saggio, Sympathy for the Traitor, Mark Polizzotti ha segnalato l’emergere di un nuovo genere letterario: il memoir del traduttore, che non può esimersi dal ritornare sulle sue scelte, giustificarle a se stesso prima che al suo editore o ai suoi lettori, contenere i suoi pentimenti...
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Francesca Mazzotta, Gli eroi sono partiti

Francesca Mazzotta, Gli eroi sono partiti

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Sei poesie da un libro inedito. TRINCEA Lo distingui lo straniero senza torcia? sibilava al mio orecchio dentro il buco mentre oltre il sipario disegnato dai fogliami a elemosina del vuoto c’era la notte ferma lapidaria ci subissava fino a darci il sonno Distinguo solo l’orma di chi fugge non che si appressa, ma si è fatto tardi non torneranno in tempo, forse mai le lumache si infossano con noi gli eroi sono partiti ed era autunno e queste mani opache ora hanno freddo.  ...
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Anna Maria Carpi, E non si sa a chi chiedere

Anna Maria Carpi, E non si sa a chi chiedere

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Cinque poesie di Anna Maria Carpi da E non si sa a chi chiedere (Marcos y Marcos, 2020).   3 ANNI CON NOI. Come li abbiamo amati. Tutto comincia con un libertino, un cane, era Cirino, c’era la guerra, i miei erano in campagna, lui la sera scappava e ritornava all’alba infangato ferito a coda bassa: un tempo eroico e non solo per lui. Poi eravamo nella casa di sempre. Allora c’era Muli, un maschio bianco e grigio, la sua impresa: sulla scrivania pisciare sulle...
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Seamus Heaney, Lavoro sul campo

Seamus Heaney, Lavoro sul campo

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Tre traduzioni di Leonardo Guzzo e Marco Sonzogni da Seamus Heaney, Lavoro sul campo, Milano, Biblion Edizioni, 2020 (Field Work, 1979).   La riva di Lough Beg   IN MEMORIA DI COLUM MCCARTNEY Questa isoletta intorno ad imo ad imo, là giù colà dove la batte l’onda, porta de’ giunchi sovra ’l molle limo. Dante, Purgatorio I 100–102   Spalle al bagliore bianco delle stazioni di servizio e pochi lampioni solitari tra i campi scalavi le colline verso Newtownhamilton oltre la Fews Forest, per sbucare...
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NON RIENTRARE NEL MONDO. L’ISTANTE INFINITO NELLE «POESIE» DI SANDRO PENNA

NON RIENTRARE NEL MONDO. L’ISTANTE INFINITO NELLE «POESIE» DI SANDRO PENNA

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  di Stefano Bottero Il 23 Giugno del 1939 l’editore Parenti pubblica Poesie, prima raccolta poetica di Sandro Penna[1]. Elio Pecora ricorda che il poeta, intento in quei giorni nel viaggio di cui racconterà nella “lunga prosa” Viaggio in Ciociaria, non fa alcuna menzione nel suo diario della pubblicazione del volume[2]. L’esclusione è significativa: la poetica di Penna in Poesie, articolata intorno a una serie ristretta di nuclei tematici e figurativi ricorrenti, si definisce in una particolare estraneità del sé dalla vita comune e dalle...
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Paolo Volponi, Poesie giovanili

Paolo Volponi, Poesie giovanili

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Dell’edizione delle Poesie giovanili di Paolo Volponi (filologicamente curata e annotata dal sottoscritto e da Sara Serenelli, Einaudi, Torino, 2020) presentiamo cinque poesie che possono darci un’idea significativa, anche se parziale, del laboratorio poetico dello scrittore urbinate, tra i venti e trent’anni, a ridosso della raccolta d’esordio, Il ramarro (1948), fino alla pubblicazione de L’antica moneta (1955). Stando a queste prime acquisizioni (cui altre si potranno aggiungere nei prossimi anni), si può senz’altro dire che il giovane Volponi si muove da subito in una direzione...
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Francesco Brancati, L’assedio della gioia

Francesco Brancati, L’assedio della gioia

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Quattro poesie inedite.   Da una finestra Allora, distingui: i rami dell’albero non sono dell’uomo. Sono prigioni come le pietre per i giorni a venire, gli incidenti sugli schermi. Il tetto del palazzo che in altezza sopravanza dietro il fondo dell’immagine invece è dell’uomo. È stato un rifugio, polvere (Hans Reiter?) o uno spazio in affitto. La luce non trattiene non può essere dell’uomo. È un inganno trasferito sulle mani dei borghesi. Il grido del bambino ehi papà ehi papà, i suoni che suo padre...
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Andrea Zanzotto, Lo spazio e il tempo della speranza (e della poesia)

Andrea Zanzotto, Lo spazio e il tempo della speranza (e della poesia)

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Il testamento di un poeta a cura di Dario Borso Un’occhiata alla carta geografica, e il lettore vedrà subito che l’Alto Vicentino e l’Alto Trevigiano mostrano affiancati tre monti sacri della Prima guerra mondiale, ossia da ovest a est: il Pasubio, il Grappa e il Montello. Con poco sforzo il medesimo lettore individuerà sotto il primo monte Malo, sotto il secondo Bassano, sotto il terzo Pieve di Soligo. Bene, chi dice Malo (se non altro per il famoso Libera nos a Malo) dice Luigi Meneghello,...
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Giulio Mozzi e Laura Pugno, Oracolo manuale per poete e poeti

Giulio Mozzi e Laura Pugno, Oracolo manuale per poete e poeti

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Un'anticipazione da Oracolo manuale per poete e poeti di Giulio Mozzi e Laura Pugno, che esce oggi per Sonzogno.   Rovescia la tua poesia. Scambia l’inizio con la fine, e la fine con l’inizio. Sei stato quarantaquattro minuti dallo psicanalista. Sta per arrivare il quarantacinquesimo minuto: dopodiché, grazie, arrivederci, ci vediamo mercoledì prossimo. E ti accorgi – succede sempre così, succede sempre ma ogni volta te ne accorgi solo al quarantaquattresimo minuto – che fino a quel momento hai menato il can per l’aia. Dunque:...
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Arnaldo Colasanti, Notte purpurea. La poesia di Giancarlo Pontiggia

Arnaldo Colasanti, Notte purpurea. La poesia di Giancarlo Pontiggia

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  Pubblichiamo un estratto da Notte purpurea. La poesia di Giancarlo Pontiggia, di Arnaldo Colasanti, volume da poco uscito per Amos Edizioni.   Uno. Sorprende la notte: è un sospiro o forse un silenzioso, antichissimo singhiozzo. Ungarettiano come non mai, l’endecasillabo si eleva e subito si sfa per quella doppia lunga pausa (una virgola, il verbo vocativo), così che l’enjambement, da taglio, da presa di posizione, diventa subito una carezza, è il ciuffo di lunghi capelli fra le dita. Dobbiamo leggere coll’immaginazione, custodi della tradizione...
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La néva

La néva

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Una scelta di poesie da Tolmino Baldassari, La néva (1980), a cui segue un saggio critico di Franca Mancinelli. Il libro è stato riedito da Raffaelli Editore nel 2016 e il saggio è la prefazione a questa riedizione. I abbiamo camminato nelle strade piene di polvere ci ha fatto ombre un noce il vento freddo che ci ha trovato da giovani la luce che è passata per il canneto l’aprile non c’è mai stato abbiamo perduto il passo degli amici della giostra grande ferma sul...
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