Poesia del giorno

Nelo Risi, Scienza delle comunicazioni

Nelo Risi, Scienza delle comunicazioni

Poesia Poesia del Giorno
Non basta più una lingua non bastano i dialetti tutti i poeti sono tradotti, scambi e codici e messaggi aggrediscono il mondo. Non c’è più tempo di leggere l’Iliade, non c’è più spazio per l’affresco (mecenati faraoni e papi rientrano nell’ordine della natura). Domina l’informazione e il poeta torna cieco.
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Giorgio Caproni, Perchè restare

Giorgio Caproni, Perchè restare

Poesia Poesia del Giorno
Chi sia stato il primo, non è certo. Lo seguì un secondo. Un terzo. Poi, uno dopo l'altro, tutti han preso la stessa via. Ora non c'è più nessuno. La mia casa è la sola abitata. Son vecchio Che cosa mi trattengo a fare, quassù, dove tra breve forse nemmeno ci sarò più io a farmi compagnia? Meglio – lo so – è ch'io bada prima che me ne vada anch’io. Eppure, non mi risolvo. Resto. Mi lega l'erba. Il bosco. Il fiume. Anche se...
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Giovanni Raboni, Dal vecchio al nuovo

Giovanni Raboni, Dal vecchio al nuovo

Poesia Poesia del Giorno
Beh, certo, una buona ripulita... La fabbrica (corpi bassi e staccati, di mattoni) è coperta di rampicanti, di muschio o è come se lo fosse. Qualche sera - d'estate con in testa un cappello da fattore - è capace d'aspettare che gli operai, saranno cinque o seicento, passino il cancello: buonanotte, buona festa eccetera. Sa lui, lui solo che guanti usare volta a volta, il ricatto morale, la concione nel refettorio, la minaccia di licenziamenti o serrata. "Bisogna rimetterci le mani..." (passando anche noi il...
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Luigi Di Ruscio, da Non possiamo abituarci a morire

Luigi Di Ruscio, da Non possiamo abituarci a morire

Poesia Poesia del Giorno
Sono senza lavoro da anni e mi diverto a leggere tutti i manifesti forse sono l’unico che li ragiona tutti per perdere il tempo che non mi costa nulla e perché sono nato non sta scritto in nessuna stella neppure dio lo ricorda. Gioco alla sisal e ragiono sulla famosa catena ma ormai poco mi lascia sperare ai miracoli sarebbe meglio berli i soldi che gioco per sperare un poco. Tutti i giorni vado all’ufficio del lavoro ed oggi vi erano due donne a riportare...
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Pier Paolo Pasolini, Alla mia nazione

Poesia Poesia del Giorno
Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico ma nazione vivente, ma nazione europea: e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti, governanti impiegati di agrari, prefetti codini, avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi, funzionari liberali carogne come gli zii bigotti, una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino! Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti, tra case coloniali scrostate ormai come chiese. Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti, proprio perché fosti...
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Clemente Rebora, Tempo

Clemente Rebora, Tempo

Poesia Poesia del Giorno
Apro finestre e porte – ma nulla non esce, non entra nessuno: Inerte dentro, fuori l’aria è la pioggia. Gocciole da un filo teso cadono tutte, a una scossa. Apro l’anima e gli occhi – ma sguardo non esce, non entra pensiero: inerte dentro, fuori la vita è la morte. Lacrime da un nervo teso cadono tutte, a una scossa. Quello che fu non è più, ciò che verrà se n’andrà, ma non esce non entra sempre teso il presente – gocciole lacrime a una...
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Andrea Zanzotto, La Pasqua a Pieve di Soligo

Poesia Poesia del Giorno
ALEPH Da quali chiuse o antri, da che chiese o macelli, da che prati infiniti, polveri, geli, velli, da che eczemi diffusi, da che parestesie diffuse, in che paresi in che cloni in che mie o tue carenze alterne, mie o tue semipresenze, riapparizioni di straforo, giochi di sbiechi e intermittenze, rifiorisco siccome fatuo vanto di riscrivere losquisito insatellirsi, al non vivere, di ogni vivere, rifiorisco per dire peste: a calcolo e a sorte - vivo sarò la tua peste, morto sarò la tua morte?...
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T. S. Eliot, Little Gidding, IV

T. S. Eliot, Little Gidding, IV

Poesia Poesia del Giorno
La colomba discende spezza l'aria con fiamma di terrore incandescente le cui lingue dichiarano la sola remissione di peccato e errore. La sola speranza, o disperazione è nella scelta di pira o pira - per essere redenti dal fuoco col fuoco. Chi dunque escogitò il tormento? Amore. Amore è il Nome non familiare dietro le mani che tesserono l'intollerabile camicia di fuoco che potere umano non può togliere. Noi soltanto viviamo, soltanto sospiriamo se consumati fa fuoco e fuoco.   (Traduzione di Angelo Tonelli)
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Eugenio Montale, Nel silenzio

Eugenio Montale, Nel silenzio

Poesia Poesia del Giorno
Oggi è sciopero generale. Nella strada non passa nessuno. Solo una radiolina dall’altra parte del muro. Da qualche giorno deve abitarci qualcuno. Mi chiedo che ne sarà della produzione. La primavera stessa tarda alquanto a prodursi. Hanno spento in anticipo il termosifone. Si sono accorti ch’è inutile il servizio postale. non è gran male il ritardo delle funzioni normali. È d’obbligo che qualche ingranaggio non ingrani. Anche i morti si sono messi in agitazione. Anch’essi fanno parte del silenzio totale. Tu stai sotto una lapide....
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Cesare Pavese, Mania di solitudine

Cesare Pavese, Mania di solitudine

Poesia Poesia del Giorno
Mangio un poco di cena seduto alla chiara finestra. Nella stanza è già buio e si guarda il cielo. A uscir fuori, le vie tranquille conducono dopo un poco, in aperta campagna. Mangio e guardo nel cielo – chi sa quante donne stan mangiando a quest’ora – il mio corpo è tranquillo; il lavoro stordisce il mio corpo e ogni donna. Fuori, dopo la cena, verranno le stelle a toccare sulla larga pianura la terra. Le stelle son vive, ma non valgono queste ciliege, che...
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Giovanni Giudici, Descrizione della mia morte

Giovanni Giudici, Descrizione della mia morte

Poesia Poesia del Giorno
Poiché era ormai una questione di ore Ed era nuova legge che la morte non desse ingombro, Era arrivato l’avviso di presentarmi Al luogo direttamente dove mi avrebbero interrato. L’avvenimento era importante ma non grave. Così che fu mia moglie a dirmi lei stessa: prepàrati. Ero il bambino che si accompagna dal dentista E che si esorta: sii uomo, non è niente. Perciò conforme al modello mi apparecchiai virilmente, Con un vestito decente, lo sguardo atteggiato a sereno, Appena un po’ deglutendo nel domandare: c’è...
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Amelia Rosselli, Di sollievo in sollievo…

Amelia Rosselli, Di sollievo in sollievo…

Poesia Poesia del Giorno
Di sollievo in sollievo, le strisce bianche le carte bianche un sollievo, di passaggio in passaggio una bicicletta nuova con la candeggina che spruzza il cimitero. Di sollievo in sollievo on la giacca bianca che sporge marroncino sull'abisso, credenza tatuaggi e telefoni in fila, mentre aspettando l'onorevole Rivulini mi sbottonavo. Di casa in casa telegrafo, una bicicletta in più per favore se potete in qualche modo spingere. Di sollievo in sollievo spingete la mia bicicletta gialla, il mio fumare transitivi. Di sollievo in sollievo tutte...
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Pier Paolo Pasolini, da La religione del mio tempo

Pier Paolo Pasolini, da La religione del mio tempo

Poesia Poesia del Giorno
Avrei voluto urlare, e ero muto: la mia religione era un profumo. Ed eccolo ora qui, uguale e sconosciuto, quel profumo, nel mondo, umido e raggiante: e io qui, perso nell’atto sempre riuscito e inutile, umile e squisito, di scioglierne l’intatto senso nelle sue mille immagini... Mi ritrovo tenero come un ragazzo all’entusiasmo misterioso, selvaggio, come fu in passato, e stente lacrime mi bagnano la pagina alla vista, nel solicello ardente, di quei due, che – loro sì ragazzi – si perdono svelti, beatamente, nella...
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Georges Perec, lo spazio (seguito e fine)

Georges Perec, lo spazio (seguito e fine)

Poesia Poesia del Giorno
Vorrei che esistessero luoghi stabili, immobili, intangibili, mai toccati e quasi intoccabili, immutabili, radicati; luoghi che sarebbero punti di riferimento e di partenza, delle fonti: Il mio paese natale, la culla della mia famiglia, la casa dove sarei nato, l’albero che avrei visto crescere (che mio padre avrebbe piantato il giorno della mia nascita), la soffitta della mia infanzia gremita di ricordi intatti… Tali luoghi non esistono, ed è perché non esistono che lo spazio diventa problematico, cessa di essere evidenza, cessa di essere incorporato,...
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Mario Luzi, Il gorgo di salute e malattia

Mario Luzi, Il gorgo di salute e malattia

Poesia Poesia del Giorno
"C'è un futuro per l'uomo?" non mancano di domandargli i reporters. E incalzano più esperti galoppini del problema, sociologi, ideologi, preti faccendieri insofferenti del verbo. Pronto, indefinitamente futuribile lui sempre pennella una qualche esauriente non risposta non per loro,certo, per il microfono - solo incolpevole, che io sappia, tra quei peccatori contro l'essenza. Del resto rispondono in sua vece la sua giubba pretenziosa, la sua moglie ciarliera, la sua piccola gloria messa assieme lesinando sopra tutto sull'anima. Via, poi, volatilizzati d'un tratto - e dietro...
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Kikì Dimulà, “Torna e prendimi”

Kikì Dimulà, “Torna e prendimi”

Poesia Poesia del Giorno
Non il sonno. Il sonno propizio porta i sogni quello inviato dagli dèi ad affondare la bonaccia a incatenare la tempesta così che in fretta e senza ostacoli avvenga la separazione di Ulisse da Calipso alla quale han fatto seccamente sapere “Sta arrivando. Sette anni l’hai tenuto prigioniero nella grotta del tuo amore. Un periodo lungo che stanca il possibile e l’impossibile”. Calipso ha ceduto ma dentro di lei un gran lamento. Il colpevole sentiva dire di vento propizio per la separazione e fu colto...
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Boris Pasternak, Mia tenera amica…

Boris Pasternak, Mia tenera amica…

Poesia Poesia del Giorno
Mia tenera amica, come di notte in volo per il Polo da Bergen, quale peluria tiepida che scrolli via da zampe di folaga la neve caduta, lo giuro, cara, che non mi costa fatica quando ti dico: dimentica, assopisciti. Quando, come la salma dello scafo norvegese stretto dal ghiaccio, nella visione degli inverni, dei pali immoti, brinati, nel bagliore dei tuoi occhi balugino – dormi, consolati, guariscono, queste ferite: calma, non piangere. Quando, proprio come il Nord che oltre gli estremi insediamenti, di nascosto dagli...
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Andrea Zanzotto, Che sarà della neve, che sarà di noi?

Poesia Poesia del Giorno
Che sarà della neve che sarà di noi? Una curva sul ghiaccio e poi e poi… ma i pini, i pini tutti uscenti alla neve, e fin l’ultima età circondata da pini. Sic et simpliciter? E perché si è – il mondo pinoso il mondo nevoso – perché si è fatto bambucci-ucci, odore di cristianucci, perché si è fatto noi, roba per noi? E questo valere in persona ed ex-persona un solo possibile ed ex-possibile? Hölderlin: “siamo un segno senza significato”: ma dove le due...
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Vittorio Sereni, Pantomima terrestre

Vittorio Sereni, Pantomima terrestre

Poesia Poesia del Giorno
…auprès de margelles dont on a soustrait les puits. René Char   Ma senti – dice – che meraviglia quel cip sulle piante di ramo in ramo come se il poker continuasse all’aperto: dimmi se non è stupenda la vita. Chiaro che cerca di prendermi per il mio verso. Vorrei rispondergli con un’inezia della mente un’altra delle mie tra le tante (gente screziata di luna, per porticati e uno attorno tra loro, dall’uno all’altro: assaggiate questa fresca delizia). Certo, – rispondo invece – è stupenda....
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Octavio Paz, Due corpi

Octavio Paz, Due corpi

Poesia Poesia del Giorno
Due corpi, uno di fronte all’altro, sono a volte due onde e la notte è oceano. Due corpi, uno di fronte all’altro, sono a volte due pietre e la notte deserto. Due corpi, uno di fronte all’altro, sono a volte radici nella notte intrecciate. Due corpi, uno di fronte all’altro, sono a volte coltelli e la notte lampo. Due corpi, uno di fronte all’altro sono due stelle che cadono in un cielo vuoto. (Traduzione di Fulvia Bardelli)     DOS CUERPOS Dos cuerpos frente a...
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William Shakespeare, Non sono affatto come il sole gli occhi…

William Shakespeare, Non sono affatto come il sole gli occhi…

Poesia Poesia del Giorno
Non sono affatto come il sole gli occhi della mia donna; molto più il corallo rosso è del rosso delle labbra sue; e se la neve è bianca, perché allora i seni suoi son spenti; se i capelli son crini, crescon sopra la sua testa dei crini neri. Molte io ne ho viste di rose rosse e bianche, e damascate, ma rose come quelle io non vedo sulle sue guance, e trovo più delizia in alcuni profumi che nel fiato della mia donna. Amo darle...
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