POESIA DEL GIORNO

La falciatrice

La falciatrice si bloccò, due volte; inginocchiandomi trovai un porcospino imprigionato tra le lame, ucciso. Era vissuto nell’erba alta del prato. L’avevo già visto e gli avevo pure dato da mangiare, una volta. Adesso avevo irrimediabilmente distrutto il suo mondo...

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Più soli

Giungemmo dove si ritrova il mare, con spiagge solitarie, onde turchine. Dai due arsenali, da tante officine, da Trieste che amiamo attraversare tutta al ritorno, sempre più lontani, e più nostri, in più deserta riviera. Sopra uno scoglio nella rossa sera seduti...

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A che pagina della storia…

A che pagina della storia, a che limite della sofferenza- mi chiedo bruscamente, mi chiedo di quel suo "ancora un poco e di nuovo mi vedrete" detto mite, detto terribilmente e lui forse è là, fermo nel nocciolo dei tempi, là nel suo esercito di poveri acquartierato...

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Lettera

Michelle, noi fummo uccelli che si sfiorano, frecce verso la luce, che s’inseguono gridando sempre piú in alto, fino all’estasi, sorella dell’effimero. − Non servono le immagini fra noi: dissi parole in sogno, che rendono piú breve la distanza fra i nostri corpi,...

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Al di là

Al di là

Al di là tu falci e componi Le gentil somiglianze dei fiori Al di là non è sazia Mai la tua fame di bambina Ed hai la mela e il ghiaccio vegetale, là ti punge al polso la tua bussola per indicarti la stella ch’è il tuo vero gemello; perché tu possa conoscere colli...

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Tutto il mondo è vedovo

Tutto il mondo è vedovo

Tutto il mondo è vedovo se è vero che tu cammini ancora tutto il mondo è vedovo se è vero! Tutto il mondo è vero se è vero che tu cammini ancora, tutto il mondo è vedovo se tu non muori! Tutto il mondo è mio se è vero che tu non sei vivo ma solo una lanterna per i...

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La gàbia del leun

La gàbia del leun

La gàbia del leun l’era de aria, de aria la mia mama, quèl cappell, el brasc del mè papà l’era de aria sü la mia spalla, i mè man che streng, e aria el rìd di öcc e duls de aria de quèla vita ch’ù insugnȃ, l’azerb. Eren de aria lur, e mì, chissà, che sun stȃ, fermu a...

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Dal cuore del miracolo

Parlo di me, dal cuore del miracolo: la mia colpa sociale è di non ridere, di non commuovermi al momento giusto. E intanto muoio, per aspettare a vivere. Il rancore è di chi non ha speranza: dunque è pietà di me che mi fa credere essere altrove una vita più vera? Già...

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Prima che venga il ghiaccio sugli stagni

Prima che venga il ghiaccio sugli stagni

Prima che venga il ghiaccio sugli stagni, prima che scendano i pattinatori, e la neve al crepuscolo illividisca qualche guancia prima che la campagna s’addormenti, prima dell’albero di Natale, mi accadranno miracoli uno sull’altro! Quello di cui tocchiamo appena gli...

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