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La disumanità delle vittime in Notte di Edgar Hilsenrath

La disumanità delle vittime in Notte di Edgar Hilsenrath

L'oscurità avvolge ogni cosa - anche i pensieri - i brividi di freddo, il rumore dei deboli respiri, l'odore della morte, il dolore per un addio. Si apre così Notte di Edgar Hilserath (Voland 2018): un uomo porta via i lacci e il cappello di un morto, intanto la primavera tarda ad arrivare e il buio diventa l' unica dimensione del giorno. Il ghetto di Prokov è diventato uno scenario di guerra: è il 1942 e le truppe romene, alleate dei nazisti, hanno occupato la...
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Novembre – Blanchot, Calasso, Bolzoni. Tre libri sui libri.

Novembre – Blanchot, Calasso, Bolzoni. Tre libri sui libri.

Blanchot «Un’opera letteraria, per chi sappia penetrarvi, è un ricco luogo di silenzio, una salda difesa e un’alta muraglia contro l’immensità parlante che rivolgendosi a noi ci fa estranei a noi stessi», scrive Blanchot in questa raccolta che uscì nel 1959 per Gallimard. Il titolo, Il libro a venire, è una delle domande chiave che si pone nella sua carriera il critico francese, di fronte all’eternità, alla meraviglia e ai cambiamenti della letteratura: Che cos’è lo spazio letterario? Chi è lo scrittore? Come sarà il...
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Ah, Italia disunita!

Ah, Italia disunita!

Tratto da «Nuovi Argomenti» n. 10, aprile-giugno 1968 Nell'esclusione è possibile una consignificazione che include. Io sono incluso nella geografia dell'«Italie magique» continiana: ma mastico amaro. Se lo «choc» doveva essere una superba eleganza, allora è certo che gli arcipelaghi di questa geografia non sono tutti cosi eleganti. Per es. poco delibabile mi appare l'eleganza del professor Carducci e addirittura ripugnante quella di D'Annunzio (ai due non avrei dedicato più pagine che a Pirandello). Perché tra i vecchi dialettali non c'è Russo? E tra quelli...
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Ho il marmo nelle vene, mio figlio è un passante

Ho il marmo nelle vene, mio figlio è un passante

Tuo figlio è un passante, un volto tra i volti. Tuo figlio è una persona qualunque che si affanna a comparire, che incede, oltrepassa, abbassa lo sguardo, saluta, cammina. Per quasi tutti, tuo figlio non è solo tuo figlio anzi, non è neanche un figlio, ma una persona qualunque in un posto qualunque del mondo. Se cammini per strada, fermati: passano persone, individui, ognuno con la propria storia unica, straordinaria. E tu non li conosci, non sai chi sono, li consideri a stento o li...
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Morire in Piedi: Adrian Tomine e la vita minima

Morire in Piedi: Adrian Tomine e la vita minima

«Adrian Tomine disegna, pensa, scrive e sente. Vede ogni cosa, conosce ogni cosa; è nel vostro appartamento, nella metropolitana, nei vostri sogni. Adrian Tomine ha più idee in venti tavole che certi romanzieri in una vita intera», così scrive Zadie Smith, autrice di White Teeth, a proposito di Morire in Piedi (Rizzoli Lizard, 2016), l’ultimo libro dell’autore, esponente di spicco del fumetto americano. Classe 1974, americano di quarta generazione ma di origine giapponese, Tomine inizia prestissimo a pubblicare a sue spese la serie a fumetti...
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poesia del giorno


Ode al vento occidentale

[...]
Ed attraversole mie labbra sii tu per la dormiente
terra la tromba d’una profezia!
O vento, se l’inverno sta arrivando,
potrà la primavera esser lontana?

Percy Bysshe Shelley
OFFICINA POESIA
NUOVA POESIA AMERICANA. CHICAGO E LE PRATERIE #2

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Pedro Mir, Non un passo indietro

Pedro Mir, Non un passo indietro

Ovidio parla a un convegno

Ovidio parla a un convegno

NUOVA POESIA AMERICANA. CHICAGO E LE PRATERIE #1

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Cristiano Poletti, Temporali

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