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Bruno

Bruno se ne stava affacciato al balcone di casa sua, una serie di questioni gli abitavano nella testa mentre stringeva tra le mani una tazzina del caffè. Casa sua era la casa della sua famiglia, nei palazzi dei ferrovieri a San Lorenzo e da quando era scoppiata la...

Leonardo Colombati a colloquio con Paolo Mieli

Il fatto che il comunismo abbia significato una speranza di riscatto, ispirando, in un momento cruciale della Storia, movimenti di liberazione in tutta Europa, non dovrebbe far dimenticare che tutte le volte che quella speranza si è tradotta in sistemi politici...

Il paradigma del rosario nel Gattopardo

Il Gattopardo inizia in un tardo pomeriggio, con la famiglia Salina riunita per la recita quotidiana del rosario. I Salina sono un casato aristocratico, e – come per tutti i nobili – il loro tempo è scandito da rituali, da pratiche dettate dall’etichetta e dal...

Nautica celeste: il viaggio di Franco Battiato

Foto di Davide Mantovani  Da qualche settimana è uscito un saggio di Walter Siti intitolato “Contro l’impegno”. È un libro molto bello, anche se qualcuno si è lamentato perché non è “abbastanza cattivo”, ovvero – tradotto – non fa il culo abbastanza a Saviano e Murgia...

I fratelli Gadda, soldati

Sempre difficile immaginare Carlo Emilio Gadda giovane. Qui, nella Guerra di Gadda, appena uscito per Adelphi, l’ingegnere in blu, come l’ha soprannominato Arbasino, è un ventenne con la divisa da alpino. Volontario della Grande Guerra, da lui tanto auspicata – scese...

Chinati, ti devo sussurrare…

Chinati, ti devo sussurrare all’orecchio qualcosa:
per tutto io sono grato, per un osso
di pollo come per lo stridio delle forbici che già un vuoto
ritagliano per me, perché quel vuoto è Tuo.
Non importa se è nero. E non importa
se in esso non c’è mano, e non c’è viso, né il suo ovale.
La cosa quanto più è invisibile, tanto più è certo
che sulla terra è esistita una volta,
e quindi tanto più essa è dovunque.
Sei stato il primo a cui è accaduto, vero?
E può tenersi a un chiodo solamente
ciò che in due parti uguali non si può dividere.
Io sono stato a Roma. Inondato di luce. Come
può soltanto sognare un frammento! Una dracma
d’oro è rimasta sopra la mia retina.
Basta per tutta la lunghezza della tenebra.

(da “Poesie italiane”, trad. it. di Giovanni Buttafava e Serena Vitale, 1996)

Diorama

Diorama

Quattro poesie da "Diorama" di Laura Di Corcia (Tlon, 2021).   Quando iniziò la scrittura era tutto parallelo. Indistinto si muoveva tutto piallato.Il sasso era il sasso, il vento vento.Non c’era niente di predeterminato. Poi è arrivata la storia a prendere ai fianchi l’epoca biancala piramidee tutte le bocche a penzolare dal vertice. Tu non era più io,noi era il pronome più vigliacco. Ora è solo la linguaa dire che il re è nudoche siamo tutti nuditutti.   * KEIKO OGURA "Che cos’è la...

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