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Diario 2019. Non proiettare il presente sul futuro

Ripubblichiamo questo Diario scritto da Carlo Carabba (e pubblicato nel numero 1 della nuova edizione di «Nuovi Argomenti», nel 2019) perché oggi suona tristemente profetico. Ma anche capace di aprire alla speranza. «Anche di Roma nessuno pensasse che poteva cadere....

Bruno

Bruno se ne stava affacciato al balcone di casa sua, una serie di questioni gli abitavano nella testa mentre stringeva tra le mani una tazzina del caffè. Casa sua era la casa della sua famiglia, nei palazzi dei ferrovieri a San Lorenzo e da quando era scoppiata la...

Leonardo Colombati a colloquio con Paolo Mieli

Il fatto che il comunismo abbia significato una speranza di riscatto, ispirando, in un momento cruciale della Storia, movimenti di liberazione in tutta Europa, non dovrebbe far dimenticare che tutte le volte che quella speranza si è tradotta in sistemi politici...

Il paradigma del rosario nel Gattopardo

Il Gattopardo inizia in un tardo pomeriggio, con la famiglia Salina riunita per la recita quotidiana del rosario. I Salina sono un casato aristocratico, e – come per tutti i nobili – il loro tempo è scandito da rituali, da pratiche dettate dall’etichetta e dal...

Nautica celeste: il viaggio di Franco Battiato

Foto di Davide Mantovani  Da qualche settimana è uscito un saggio di Walter Siti intitolato “Contro l’impegno”. È un libro molto bello, anche se qualcuno si è lamentato perché non è “abbastanza cattivo”, ovvero – tradotto – non fa il culo abbastanza a Saviano e Murgia...

Sì certo che fa male quando scoppiano i boccioli…

Sì certo che fa male quando scoppiano i boccioli.
Cosa esiterebbe a fare la primavera, altrimenti?
Perché tutta la nostra nostalgia ardente verrebbe
intrappolata nel gelo del pallore amaro?
Cos’era il bocciolo se non questo involucro, tutto l’inverno?
Cos’è questa cosa nuova, che divora e esplode?
Sì certo che fa male quando scoppiano i boccioli,
una fitta a ciò che cresce
e a ciò che si conclude.

Sì certo è dura quando le gocce cadono.
Grevi, restano appese, tremando d’ansia;
si aggrappano al ramoscello, si gonfiano, scivolano –
il peso le tira giù, per quanto si avvinghino.
È dura sentirsi incerti, impauriti e scissi
È duro sentire il risucchio e il richiamo dell’abisso,
ma restare comunque lì immobile a tremare –
è dura voler restare
e voler lasciarsi cadere.

È proprio lì, quando non c’è più altro da fare,
che i germogli dell’albero esplodono di gioia.
Lì – quando nessuna paura riesce più a mettere un freno –
che le gocce cadono scintillanti dal ramoscello
dimentiche del timore del nuovo
dimentiche dell’ansia del viaggio –
sentendosi per un secondo totalmente sicure,
abbandonate in quella fiducia
che crea il mondo.

(da “Versi di libertà. Trenta poetesse da tutto il mondo”, a cura di Maria Grazia Calandrone, Mondadori, 2022)

Quaderno delle presenze

Quaderno delle presenze

Cinque poesie in anteprima dall'ultimo libro di Paolo Maccari, "Quaderno delle presenze", uscito nella collana 'novecento/duemila' a cura di Raoul Bruni e Diego Bertelli, con introduzione di Gian Mario Villalta, per Le Lettere.   STRADE STERRATE Ombre trafitte, alberi grandidelle nostre colline,foglie grigie dello sterrosmosso da biciclette o motorini…Nessuno prenderà il posto di nessuno.Tutta l’insopportabile serietàdell’adolescenzairrora il tormentodella nostra coscienza.Lecci,...

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