La rete aveva un solo buco

a cura di Ilaria Giudice


Ho il marmo nelle vene, mio figlio è un passante

Ho il marmo nelle vene, mio figlio è un passante

La rete aveva un solo buco Non Fiction
Tuo figlio è un passante, un volto tra i volti. Tuo figlio è una persona qualunque che si affanna a comparire, che incede, oltrepassa, abbassa lo sguardo, saluta, cammina. Per quasi tutti, tuo figlio non è solo tuo figlio anzi, non è neanche un figlio, ma una persona qualunque in un posto qualunque del mondo. Se cammini per strada, fermati: passano persone, individui, ognuno con la propria storia unica, straordinaria. E tu non li conosci, non sai chi sono, li consideri a stento o li raggruppi in un grappolo che cade dalla stessa vite, e non gli dai un nome...
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Ma se lo fissi e pensi “sono io” ti fa impazzire

Ma se lo fissi e pensi “sono io” ti fa impazzire

La rete aveva un solo buco Non Fiction
Ti alzi la mattina e ti trascini al lavandino: lì c’è uno specchio. Prendi la metro e rimani in piedi col braccio alzato per tenerti e non cadere: davanti a te c'è un vetro in cui si intravede la tua immagine. Arrivi a lavoro e ti siedi davanti al computer spento: lo schermo scuro riflette il tuo volto. Ogni giorno la stessa storia, ogni giorno ti svegli e sai già che il tuo corpo sarà lì a comparire e sparire sulle superfici, ad apparire davanti...
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