La rete aveva un solo buco

a cura di Ilaria Giudice


Chi guarda dall’alto / sbaglia più facilmente

Chi guarda dall’alto / sbaglia più facilmente

La rete aveva un solo buco Non Fiction
Sono le 8 e 57 ed è una mattina di fine settembre. Mi trovo sopra una distesa bitorzoluta e verdemarrone con una schiera di pale eoliche e qualche manciata di case sparse e un’unica strada tracciata che da qui su sembra un filo che si srotola sulla terra. Se ci penso oggi, nella parentesi di un mondo che è stato stravolto da una pandemia, tutto questo non può sembrare reale. Eppure quella mattina di settembre ero proprio lì, seduta al mio posto sull’aereo, spingendo la fronte sull’oblò per guardare giù e sentendomi un po’ il Leo di Tondelli che nell’incipit...
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Ho il marmo nelle vene, mio figlio è un passante

Ho il marmo nelle vene, mio figlio è un passante

La rete aveva un solo buco Non Fiction
Tuo figlio è un passante, un volto tra i volti. Tuo figlio è una persona qualunque che si affanna a comparire, che incede, oltrepassa, abbassa lo sguardo, saluta, cammina. Per quasi tutti, tuo figlio non è solo tuo figlio anzi, non è neanche un figlio, ma una persona qualunque in un posto qualunque del mondo. Se cammini per strada, fermati: passano persone, individui, ognuno con la propria storia unica, straordinaria. E tu non li conosci, non sai chi sono, li consideri a stento o li...
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Ma se lo fissi e pensi “sono io” ti fa impazzire

Ma se lo fissi e pensi “sono io” ti fa impazzire

La rete aveva un solo buco Non Fiction
Ti alzi la mattina e ti trascini al lavandino: lì c’è uno specchio. Prendi la metro e rimani in piedi col braccio alzato per tenerti e non cadere: davanti a te c'è un vetro in cui si intravede la tua immagine. Arrivi a lavoro e ti siedi davanti al computer spento: lo schermo scuro riflette il tuo volto. Ogni giorno la stessa storia, ogni giorno ti svegli e sai già che il tuo corpo sarà lì a comparire e sparire sulle superfici, ad apparire davanti...
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