Mese: Agosto 2013

L’evidenza della cosa terribile (quinta di molte parti)

In “Albertine scomparsa” Proust riesce a colpire simultaneamente il concetto d’amore e l’opera d’arte, quell’idea della posterità dell’opera che in altri punti sembra così cara a Proust, poiché: «in fin dei conti, rimpiangere che una donna che non esiste più ignori che abbiamo scoperto quel che lei faceva sei anni fa è tanto più ridicolo …

Leggi altro

L’evidenza della cosa terribile (quarta di molte parti)

Ogni amore narrato da Proust si snoda in tappe meccaniche, nell’apparente libertà del sentimento, ma è sempre una trappola perfetta, un gioco di specchi illusionistici, un circolo vizioso e virtuale come del resto è la sessualità umana in generale, e non si salva realmente neppure l’affettività, così determinata in fondo dagli effetti dell’abitudine, perché «ad …

Leggi altro

No te vayas: il padrone della nostra casa

E finalmente si torna alla vita. Finalmente. Anche in questo caso, il significato del termine spagnolo sfugge nella sua doppiezza. Ha poco a che fare con l’univoca sollevazione che si genera in chi pronuncia la parola italiana. Finalmente in questo caso significa di più. O di meno. Racconta più che altro ciò che arriva alla …

Leggi altro

L’evidenza della cosa terribile (terza di molte parti)

L’immaginazione e l’illusione sono per Proust, come per Leopardi, l’unica realtà (nella quale il pensiero è l’esperienza per eccellenza), e rappresentano senza mezzi termini la caduta di qualsiasi distinzione tra realtà e virtualità. Le illusioni sono la sostanza degli esseri umani, ma le illusioni non esistono e sono in fondo, rispetto ai primi anni in …

Leggi altro

Toreria: il Minotauro che abbiamo in noi

E finalmente suona la musica. Una musica che chiede il trionfo e il raccoglimento mentre le luci artificiali cambiano la dimensione delle cose. Il cielo è ancora azzurro. Sono quasi le nove e le lampade ingialliscono la terra di albero, schiariscono il manto di Datilero, fanno brillare i lustrini sul vestito di Manuel Escribano. Lui …

Leggi altro

L’evidenza della cosa terribile (seconda di molte parti)

La “Recherche” è la prima opera d’arte darwinista, sia linguisticamente, nel proliferare delle analogie e delle germinazioni semantiche che mutano e si contaminano l’una con l’altra, sia nel profondo della sua consapevolezza scientifica. L’individuo stesso si modifica, si autodivora, che lo voglia o no, e non si accorge delle innumerevoli morti che vive in vita. …

Leggi altro