Categoria: Poesia del Giorno

Nelo Risi, Scienza delle comunicazioni

Non basta più una lingua non bastano i dialetti tutti i poeti sono tradotti, scambi e codici e messaggi aggrediscono il mondo. Non c’è più tempo di leggere l’Iliade, non c’è più spazio per l’affresco (mecenati faraoni e papi rientrano nell’ordine della natura). Domina l’informazione e il poeta torna cieco.

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Giorgio Caproni, Perchè restare

Chi sia stato il primo, non è certo. Lo seguì un secondo. Un terzo. Poi, uno dopo l’altro, tutti han preso la stessa via. Ora non c’è più nessuno. La mia casa è la sola abitata. Son vecchio Che cosa mi trattengo a fare, quassù, dove tra breve forse nemmeno ci sarò più io a …

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Giovanni Raboni, Dal vecchio al nuovo

Beh, certo, una buona ripulita… La fabbrica (corpi bassi e staccati, di mattoni) è coperta di rampicanti, di muschio o è come se lo fosse. Qualche sera – d’estate con in testa un cappello da fattore – è capace d’aspettare che gli operai, saranno cinque o seicento, passino il cancello: buonanotte, buona festa eccetera. Sa …

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Pier Paolo Pasolini, Alla mia nazione

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico ma nazione vivente, ma nazione europea: e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti, governanti impiegati di agrari, prefetti codini, avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi, funzionari liberali carogne come gli zii bigotti, una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino! Milioni di …

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Clemente Rebora, Tempo

Apro finestre e porte – ma nulla non esce, non entra nessuno: Inerte dentro, fuori l’aria è la pioggia. Gocciole da un filo teso cadono tutte, a una scossa. Apro l’anima e gli occhi – ma sguardo non esce, non entra pensiero: inerte dentro, fuori la vita è la morte. Lacrime da un nervo teso …

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Andrea Zanzotto, La Pasqua a Pieve di Soligo

ALEPH Da quali chiuse o antri, da che chiese o macelli, da che prati infiniti, polveri, geli, velli, da che eczemi diffusi, da che parestesie diffuse, in che paresi in che cloni in che mie o tue carenze alterne, mie o tue semipresenze, riapparizioni di straforo, giochi di sbiechi e intermittenze, rifiorisco siccome fatuo vanto …

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T. S. Eliot, Little Gidding, IV

La colomba discende spezza l’aria con fiamma di terrore incandescente le cui lingue dichiarano la sola remissione di peccato e errore. La sola speranza, o disperazione è nella scelta di pira o pira – per essere redenti dal fuoco col fuoco. Chi dunque escogitò il tormento? Amore. Amore è il Nome non familiare dietro le …

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Eugenio Montale, Nel silenzio

Oggi è sciopero generale. Nella strada non passa nessuno. Solo una radiolina dall’altra parte del muro. Da qualche giorno deve abitarci qualcuno. Mi chiedo che ne sarà della produzione. La primavera stessa tarda alquanto a prodursi. Hanno spento in anticipo il termosifone. Si sono accorti ch’è inutile il servizio postale. non è gran male il …

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Cesare Pavese, Mania di solitudine

Mangio un poco di cena seduto alla chiara finestra. Nella stanza è già buio e si guarda il cielo. A uscir fuori, le vie tranquille conducono dopo un poco, in aperta campagna. Mangio e guardo nel cielo – chi sa quante donne stan mangiando a quest’ora – il mio corpo è tranquillo; il lavoro stordisce …

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