Categoria: Poesia del Giorno

Giovanni Giudici, Una cosa

Una cosa, una cosa. Sublime immagine meravigliosa – o piuttosto non una di quelle lapalissiane verità che talvolta basta scoprir da soli per fare poesia? Più che una cosa forse un movimento. Ma prima conti in regola cuore contento spalle coperte morituri morti pretendo: tempo davanti a me finché ci sia l’occasione di scriverla in …

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Eugenio Montale, Casa sul mare

ll viaggio finisce qui: nelle cure meschine che dividono l’anima che non sa più dare un grido. Ora i minuti sono eguali e fissi come i giri di ruota della pompa. Un giro: un salir d’acqua che rimbomba. Un altro, altr’acqua, a tratti un cigolio. Il viaggio finisce a questa spiaggia che tentano gli assidui …

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Antonia Pozzi, Canto della mia nudità

Guardami: sono nuda. Dall’inquieto languore della mia capigliatura alla tensione snella del mio piede, io sono tutta una magrezza acerba inguainata in un color avorio. Guarda: pallida è la carne mia. Si direbbe che il sangue non vi scorra. Rosso non ne traspare. Solo un languido palpito azzurro sfuma in mezzo al petto. Vedi come …

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Arthur Rimbaud, Sensazione

Le sere turchine d’estate andrò nei sentieri, Punzecchiato dal grano, calpestando erba fina: Sentirò, trasognato, quella frescura ai piedi. E lascerò che il vento m’inondi il capo nudo. Non dirò niente, non penserò niente: ma L’amore infinito mi salirà nell’anima, E andrò lontano, più lontano, come uno zingaro Nella Natura, – felice come con una …

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Andrea Zanzotto, Al mondo

Mondo, sii, e buono; esisti buonamente, fa’ che, cerca di, tendi a, dimmi tutto, ed ecco che io ribaltavo eludevo e ogni inclusione era fattiva non meno che ogni esclusione; su bravo, esisti, non accartocciarti in te stesso in me stesso. Io pensavo che il mondo così concepito con questo super-cadere super-morire il mondo così …

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Wallace Stevens, Gigantomachia

Non potevano portare molto, come soldati. Non c’era passato nel loro dimenticare, nessun io nella massa: l’essere più coraggioso, il corpo che mai poteva essere ferito, la vita che non sarebbe mai finita, non importa chi moriva, l’essere che era un’astrazione, un cuore di gigante nelle vene, tutto coraggio. Ma spogliarsi delle inezie compiacenti, espellere …

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Cristina Campo, Il maestro d’arco

Tu, Assente che bisogna amare… termine che ci sfuggi e che ci insegui come ombra d’uccello sul sentiero: io non ti voglio più cercare. Vibrerò senza quasi mirare la mia freccia, se la corda del cuore non sia tesa: il maestro d’arco zen così m’insegna che da tremila anni Ti vede.   Giardino Bonaccossi, ottobre …

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Attilio Bertolucci, Emilia…

Emilia, ormai scurisce il tuo frumento e il papavero esce a fare il bullo e le viti mettono tenere ricci e la sera i biancospini illuminano le stradette dove non passano che tante biciclette. Emilia, ormai le tue donne fioriscono le contrade di nuove toilettes, e le rose rosse nei giardini ascoltano quei pazzi usignoli …

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Seamus Heaney, Lavoro sul campo

Tre traduzioni di Leonardo Guzzo e Marco Sonzogni da Seamus Heaney, Lavoro sul campo, Milano, Biblion Edizioni, 2020 (Field Work, 1979).   La riva di Lough Beg   IN MEMORIA DI COLUM MCCARTNEY Questa isoletta intorno ad imo ad imo, là giù colà dove la batte l’onda, porta de’ giunchi sovra ’l molle limo. Dante, …

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Philip Larkin, Continuare a vivere

Continuare a vivere – cioè ripetere un’abitudine che serve a procacciarsi il necessario – vuol dire quasi sempre perdere, o far senza. Dipende. Questa perdita d’interesse, capelli, e iniziativa ah, se il gioco fosse poker, sì, uno potrebbe scartarli, e fare full! Invece è scacchi. E una volta che hai percorso la lunghezza della tua …

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