Categoria: Poesia del Giorno

Giovanni Giudici, Descrizione della mia morte

Poiché era ormai una questione di ore Ed era nuova legge che la morte non desse ingombro, Era arrivato l’avviso di presentarmi Al luogo direttamente dove mi avrebbero interrato. L’avvenimento era importante ma non grave. Così che fu mia moglie a dirmi lei stessa: prepàrati. Ero il bambino che si accompagna dal dentista E che …

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Amelia Rosselli, Di sollievo in sollievo…

Di sollievo in sollievo, le strisce bianche le carte bianche un sollievo, di passaggio in passaggio una bicicletta nuova con la candeggina che spruzza il cimitero. Di sollievo in sollievo on la giacca bianca che sporge marroncino sull’abisso, credenza tatuaggi e telefoni in fila, mentre aspettando l’onorevole Rivulini mi sbottonavo. Di casa in casa telegrafo, …

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Pier Paolo Pasolini, da La religione del mio tempo

Avrei voluto urlare, e ero muto: la mia religione era un profumo. Ed eccolo ora qui, uguale e sconosciuto, quel profumo, nel mondo, umido e raggiante: e io qui, perso nell’atto sempre riuscito e inutile, umile e squisito, di scioglierne l’intatto senso nelle sue mille immagini… Mi ritrovo tenero come un ragazzo all’entusiasmo misterioso, selvaggio, …

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Georges Perec, lo spazio (seguito e fine)

Vorrei che esistessero luoghi stabili, immobili, intangibili, mai toccati e quasi intoccabili, immutabili, radicati; luoghi che sarebbero punti di riferimento e di partenza, delle fonti: Il mio paese natale, la culla della mia famiglia, la casa dove sarei nato, l’albero che avrei visto crescere (che mio padre avrebbe piantato il giorno della mia nascita), la …

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Mario Luzi, Il gorgo di salute e malattia

“C’è un futuro per l’uomo?” non mancano di domandargli i reporters. E incalzano più esperti galoppini del problema, sociologi, ideologi, preti faccendieri insofferenti del verbo. Pronto, indefinitamente futuribile lui sempre pennella una qualche esauriente non risposta non per loro,certo, per il microfono – solo incolpevole, che io sappia, tra quei peccatori contro l’essenza. Del resto …

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Kikì Dimulà, “Torna e prendimi”

Non il sonno. Il sonno propizio porta i sogni quello inviato dagli dèi ad affondare la bonaccia a incatenare la tempesta così che in fretta e senza ostacoli avvenga la separazione di Ulisse da Calipso alla quale han fatto seccamente sapere “Sta arrivando. Sette anni l’hai tenuto prigioniero nella grotta del tuo amore. Un periodo …

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Boris Pasternak, Mia tenera amica…

Mia tenera amica, come di notte in volo per il Polo da Bergen, quale peluria tiepida che scrolli via da zampe di folaga la neve caduta, lo giuro, cara, che non mi costa fatica quando ti dico: dimentica, assopisciti. Quando, come la salma dello scafo norvegese stretto dal ghiaccio, nella visione degli inverni, dei pali …

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Vittorio Sereni, Pantomima terrestre

…auprès de margelles dont on a soustrait les puits. René Char   Ma senti – dice – che meraviglia quel cip sulle piante di ramo in ramo come se il poker continuasse all’aperto: dimmi se non è stupenda la vita. Chiaro che cerca di prendermi per il mio verso. Vorrei rispondergli con un’inezia della mente …

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Octavio Paz, Due corpi

Due corpi, uno di fronte all’altro, sono a volte due onde e la notte è oceano. Due corpi, uno di fronte all’altro, sono a volte due pietre e la notte deserto. Due corpi, uno di fronte all’altro, sono a volte radici nella notte intrecciate. Due corpi, uno di fronte all’altro, sono a volte coltelli e …

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