Trinità dell’esodo

da | Ago 23, 2013

Richard Dixon traduce Eugenio De Signoribus. Sette versioni inedite in inglese da “Trinità dell’esodo 2005-2010” (Garzanti, 2011). Il testo italiano segue quello in traduzione.

HIDDEN CEMETERIES

from one look around
there’s no place living
or that seems to have form

there’s no wise man in waiting
no one who gets up and goes
who takes fright and hides …

in what’s left of time
it is twice deserted
it is deserted three times

the sky is a mirror
at whose spectral face
each body turns to stone

it is aground… it is no one
an unknown jumble
of unsmoothed stones

but in the earth
beats the grimmest point
audible only from there

there, stretched on the ground
in deepest contemplation
of the map of veins

a cry that drives and urges
a cry that pours in
where? for whom?

*

CIMITERI NASCOSTI

a uno sguardo dintorno
non c’è luogo vivente
o che pare abbia forma

non c’è sapiente in raduno
non c’è chi s’alza e s’avvia
chi s’impaura e nasconde…

nell’avanzo dell’ora
è due volte deserto
è deserto tre volte

il cielo è uno specchio
alla cui faccia spettrale
ogni corpo s’impietra

è per terra… è nessuno
un’ignota spasura
d’illevigate pietre

ma nel terreno
batte il punto più bruno
udibile solo da lì

lì, a terra disteso
nell’ascolto più teso
della mappa di vene

un grido che transita e preme
un grido che sbocca
per dove? per chi?

***

IT IS THE MURKY AGE

it is the murky age
of memory

it is the age
of the pitiless horde

it is the age of blood
up to the eyes…

may I not be touched
by its white gaze!

may its hideous hand
not touch me!

*

E’ L’ERA MELMOSA

è l’era melmosa
della memoria

è l’era della ressa
impietosa

è l’era del sangue
fino agli occhi …

che non mi tocchi
il suo sguardo bianco!

la sua orribile mano
non mi tocchi!

***

IT IS THE AGE OF UNFORGIVENESS

it is the age of unforgiveness
that seeps low
into one and into the mass

it is the age waylaid
by myths of return
of power and crusade

it is the age when only
the seed of sentiments
brings me back to me

and time to time I’m reborn
and you are reborn in me
oh brothers and lost spirits

in the hells of the age
in the radial dissent
in the defeat of the one

and of the multitude

*

E’ L’ERA DELL’IMPERDONO

è l’era dell’imperdono
che si dispiega bassa
nell’uno e nella massa

è l’era dell’imboscata
dei miti di ritorno
di potenza e crociata

è l’era in cui solo
il seme dei sentimenti
mi riporta a me

e ogni tanto rinasco
e voi rinascete in me
oh fraterni e perduti

negli inferni dell’era
nel dissenso a raggiera
nello scacco dell’uno

e della schiera

***

THE THRONG OF INNOCENTS

the throng of innocents
is the image of the age

military dress
is sack-clothing

those who keep their heads
see only black pitch

but in the checker game
it’s time for celebration

*

L’AMMASSO DEGLI INNOCENTI

l’ammasso degli innocenti
è il profilo dell’era

la stoffa militare
è il sacco del vestimento

chi si tiene la testa
vede solo pece nera

ma nel gioco a scacchiera
è festa del ringraziamento

***

IF WE HAD THE GIFT

if we really had
the gift of rebirth

in a snatch of time
as the powder keg sleeps

people in tatters
would rise from every boundary

people unbounded
on common soil

people set free
from every murderous seed

*

SE CI FOSSE LA GRAZIA

se ci fosse davvero
la grazia d’un rinascerci

in uno scarto del tempo
nel sonno della polveriera

popoli di lacerati
sorgerebbero da ogni confino

popoli sconfinati
nel suolo comune

popoli affrancati
da ogni germe assassino

***

BUT WOULD THE PEOPLE

but would the people
cheered toward that new age
still see all?

or from unhealed torments
or from blazing fortresses
another risk of war?

*

MA I POPOLI

ma i popoli rinfrancati
verso quel nuovo evo
avrebbero intero lo sguardo?

o da patimenti insanati
o da fortezze vampanti
un altro azzardo guerriero?

***

THE FAULT

(the fault can no longer be stemmed
and one room splits away from another

that one behind is nourishment
this in front is who-knows-where…

on the brink of redeparture
what counts is the firm pursuit of will

and the rehealing of the skin
and the re-confiding of the fragment

will tell us who we are, who we’ll be)

*

LA FAGLIA

(la faglia non si può più arginare
e una stanza dall’altra si separa

quella alle spalle è il nutrimento
questa davanti è un chissadove…

sull’orlo della ripartenza vale
la dura rincorsa della volontà

e la ricucitura della pelle
e la riconfidenza del frammento

ci diranno chi siamo, chi saremo)

Immagine: Paesaggio marchigiano

Caporedattrice Poesia

Maria Borio è nata nel 1985 a Perugia. È dottore di ricerca in letteratura italiana contemporanea. Ha pubblicato le raccolte Vite unite ("XII Quaderno italiano di poesia contemporanea", Marcos y Marcos, 2015), L’altro limite (Pordenonelegge-Lietocolle, Pordenone-Faloppio, 2017) e Trasparenza (Interlinea, 2019). Ha scritto le monografie Satura. Da Montale alla lirica contemporanea (Serra, 2013) e Poetiche e individui. La poesia italiana dal 1970 al 2000 (Marsilio, 2018).