Non finchè vivo

da | Apr 4, 2017

Quattro poesie da Non finchè vivo. Poesie inedite 1942-1996 di Allen Ginsberg, edizione a cura di Bill Morgan, prefazione di Rachel Zucker e traduzione di Leopoldo Carra, Milano, Il Saggiatore, 2017.

La guerra è magia nera

La guerra è magia nera
Fiori sulla pancia per Nord e Sud Vietnam
nessuno escluso.
Stop alla guerra umana.
L’ipnosi del nome e la paura sono
Il nemico – vattene Satana!
Accetto l’America e la Rossa Cina
Nella razza umana.
Madame Nhu e Mao Tse-tung
Sono sulla stessa barca di carne.

San Francisco, 30 ottobre 1963

*

Nashville 8 aprile

Visi a mezzaluna in gradinata appesi
….in galleria di fronte al grande podio
Con bandiera a strisce rosse microfonico riverbero
……..da un unico corpo in fuori
soffiato a fatica da addome riccamente vestito
– bocca apre cerchio di denti bianchi – clangore
……..di campane
….Fanali posteriori lungo i margini di Nashville –
……..Sull’auto foderata in pelle, acre sentore
……..inspirato nei polmoni,
….Maestà della Parola e della Salmodia, sul prato
……..Sotto il lampione
erba secca affollata di semiti che cantano sudati biondi
……..con magliette del college e stella in fronte –
Nelle città lontane rivolta sotto la Primaverile
illune mezzanotte Black Power.

8 aprile 1967

*

Genocidio

Sognato che incontravo Leroi
la sua parlata americana resa un
po’ incerta e torbida dallo studiare yoruba
e dal pensare in sintassi africana –
Insieme giacevamo, gambe
avviluppate e intrecciate intorno
al corpo uno dell’altro, morbide guance
insieme, io stentavo a capire
le sue parole, e sebbene
non fosse distaccato e pensassi
che parlasse contro i miei ebrei,
balenandomi in testa di
svelargli questa colpa, io
invece ascoltavo, e triste
dicevo «Cosa mi succederà
Leroi? Potrei soccombere
a tutta questa Guerra
in America» – Lui chinava la testa
accanto alla mia tenendomi
vicino, e io coglievo
la sua tragica paura e la totale
comprensione nonostante ciò
che dicevano i giornali – Ma
non ricordo le sue parole
in sogno poiché sussurrate, lontane,
e il suo corpo bruno e caldo mentre
premevamo il petto uno sull’altro,
sentivo che prima gli veniva duro,
poi si ammosciava quando
ci stringevamo. Voleva
proteggermi nella tempesta
della Guerra, ma non ci riusciva
per la grande forza che stava
sopra di noi, estraneità e
mente bianca aliena in America,
che sorgeva dall’Iowa, dal Kansas,
dal Nebraska, dal Wisconsin, da Brooklyn.

*

Notte di primavera quattro di mattina
Spazzatura appollaiata alle finestre
Due tipi accendono un fiammifero
Fumo aleggia su Eighth Street dove
Checche afro con il rossetto vanno in cerca di un taxi
Cucchiaino fuori dal fazzoletto
Tossendo alla polvere nera che si alza
Dall’ultimo libro di poesie di Imiri Baraka

Lo Whole Earth Catalogue in fiamme
I metodi per fare yogurt in casa con la pompa ad acqua
Vampe rosse crepitanti lambiscono il Catalogo delle comuni [di San Francisco
Herbert Marcuse scoppietta tra lingue di fuoco
Urlo, un volume incendiato dopo l’altro

Sul baratro
Il rogo si propaga ai cataloghi Skira
La ragazza su tela di Rembrandt
Buchi marroni rosicchiano inestimabili Van Gogh, [collezioni di statue
romane
Il fumo ha coperto imbrattato la Venere di Milo

In alto davanti ormai brace La filosofia di Andy Warhol da A a [B
Il libro autobiografico di Tennessee Williams in cenere
La poesia di William Carlos Williams lo segue
Dentro una bianca tomba polverosa
Perfino Shakespeare non si lascia dietro nemmeno uno [scaffale

New York, 6 maggio 1976 ca.

Caporedattrice Poesia

Maria Borio è nata nel 1985 a Perugia. È dottore di ricerca in letteratura italiana contemporanea. Ha pubblicato le raccolte Vite unite ("XII Quaderno italiano di poesia contemporanea", Marcos y Marcos, 2015), L’altro limite (Pordenonelegge-Lietocolle, Pordenone-Faloppio, 2017) e Trasparenza (Interlinea, 2019). Ha scritto le monografie Satura. Da Montale alla lirica contemporanea (Serra, 2013) e Poetiche e individui. La poesia italiana dal 1970 al 2000 (Marsilio, 2018).


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