Luca Alvino, Io della vita. Tre poesie

Tre poesie inedite di Luca Alvino.

 

All’uscita

Non dico un paradosso quando affermo
che la vita di un santo condivide
non certo l’apparenza, ma l’essenza,
con quella del più grande peccatore.

Tentano entrambi (come se non fosse
– oltre che gesto splendido e superbo –
scommessa persa inesorabilmente)
di rompere così, senza comprenderlo
(al modo eroico di Alessandro Magno,
che un giorno lo forzò con arroganza,
tagliandolo di netto, con la spada),
quel nodo del pensiero profondissimo
che – preservando il senso, e nascondendolo –
costringe all’immanenza l’assoluto.

E si accorgono entrambi solo all’ultimo
istante (col respiro che si sgretola,
quando sono ormai prossimi all’uscita)
che all’assoluto mai si potrà attingere
se non precipitando nell’abisso
erto dell’esperienza e dell’errore.

Che anche l’esperienza è un’astrazione,
che non c’è scopo, non c’è soluzione.

*

Io della vita

Oggi, tra tutte le avventure umane,
non ce n’è una che io voglia vivere,
neanche le più audaci o le più libere,
per quanto siano interessanti o strane.

Perché a me sempre sembreranno vane,
Fin quando nella vita mi rimane
almeno un verso, una poesia da scrivere,
una gioia che possa condividere

con quelli che si trovano quaggiù.
Io non sopporto più le mie paure,
non credo più al pensiero né all’azione,

mi resta solo questa esitazione,
e queste poche gioie… no, neppure:
io della vita non ne posso più.

*

Funeral Blues

C’è un pilastro di amianto che mi uccide
al centro esatto della mia dimora.
Mi uccide lentamente, ma mi uccide,
mi porta via due anni ogni mezz’ora.

Mi dicono: sei folle! Tutto il male
che credi di veder non è reale.
Il male ce l’hai in testa, e c’è una cura.
Prenditi un tavor, fatti una puntura,

vedrai, sei il tipo d’uomo che resiste,
al massimo puoi andare in ospedale.
Ma io vi chiedo – senza più premura:

non lo vedete quanto sono triste?
non vi accorgete che ho tanta paura?
non fate prima a farmi il funerale

e a darmi un’adeguata sepoltura?

 

Immagine: Gerard Byrne, Red Squirrel, 2018.