Avventure minime

Tre testi da Avventure minime, l’ultima raccolta di Alessandro Broggi (Transeuropa, 2014), seguiti da una recensione di Bernardo De Luca.

da Nuovo paesaggio italiano

NUOVA SITUAZIONE

I.

Ci tengo enormemente ad allattare, è una cosa che faccio per lui. Avevo deciso di darglielo per due mesi e basta, ma ora credo che andrò avanti finché posso: l’impegno di nutrire un essere umano la cui vita dipende da te è grandioso.

II.

Il fatto è che la pressione intorno si sente, ogni donna con cui parli ti dà la sua opinione su come allattarlo, se prenderlo in braccio o lasciarlo urlare nella culla.

III.

Se ti viene da piangere, mi ha detto un’amica, dillo al tuo ginecologo, non ti vergognare e non ti preoccupare: sono gli ormoni.

*

da Servizio di realtà

DAILY PLANET

Nessuno ha mai avuto in mente la maggior parte di ciò che accade.
John Cage

Per vendicarsi, una prostituta violentata da un gruppo di sbandati fa quasi massacrare l’unico che l’aveva difesa. Per poter vivere l’amore che provano l’uno per l’altra, Pedro e Cati dovrebbero superare il loro attaccamento morboso. Rapito dai ribelli del Blood Brotherhood, Orked è addestrato alla guerra, drogato, indottrinato e spinto a compiere crimini orribili. Durante la dittatura di Augusto Pinochet, un movimento indipendente di fotografi cileni documenta la repressione militare e la resistenza della popolazione fotografando quello che i media ufficiali nascondono. Da oltre vent’anni l’associazione Special Olympics lavora per integrare gli handicappati mentali nella società per mezzo dello sport. In Ghana esiste un fenomeno chiamato Ayan, o “drum poetry”, dove il tamburo parla ed è considerato un vero e proprio linguaggio. Batad è una località incantevole sulle montagne terrazzate delle Filippine, dichiarata luogo a rischio della terra dal World Heritage Committee. Theo vive con un unico sogno: diventare un modello di fama e affermarsi nella società del marketing e della pubblicità. Bunny chow è una specie di pane ripieno di carne e verdure che si mangia in compagnia. Dana vive con la nonna, la madre e il fratellino; il padre è partito in cerca di lavoro e non è più tornato. Autista e narratore di storie, Abdelrazzak trasporta le persone sul suo pullmino verso un luogo nel deserto dove officia una famosa guaritrice. Chen, killer professionista, riceve le sue commissioni via Internet. Sei ragazze di Porto Said condividono un appartamento al Cairo come studentesse. Christoph lascia la moglie, la famiglia e il lavoro di avvocato per vivere in modo solitario e anonimo in un quartiere popolare di Anversa. Il giorno del suo compleanno Jeanne scopre dalla madre di avere un padre indiano. Benicio si asciuga lo sperma prima di addormentarsi sul divano. Durante il battesimo, Edo vede gli arcangeli pulire il volto di Cristo dalle ferite della sofferenza umana. Stoffer si comporta normalmente. Le donne di Haenyo, Corea, per vivere si immergono 20 metri sotto il mare e trattengono il respiro per 2-3 minuti raccogliendo frutti di mare, alghe e altri prodotti marini. Per sfuggire alla miseria e soddisfare i bisogni famigliari Mocktar decide di lavorare in una miniera d’oro del Burkina Faso. William incontra Sara in un bar chiamato “Bitter End”. Sebbene divorziata da tempo, Carla litiga di continuo con l’ex marito sotto gli occhi dei figli. La relazione con Naima conduce Sydney da un una proposta di matrimonio a una situazione di estrema indigenza. Un giorno Rebecca viene avvicinata da un uomo che la segue e le offre un passaggio. Sergej scopre di avere un male terribile, che lo porta a fare i conti con se stesso. I Samburu sono un popolo pastorale semi-nomade, con una vibrante tradizione orale e una forma di costruzione della memoria associata a oggetti, addobbi fisici e canzoni. Una famiglia – padre, madre e tre figli – è riunita per la colazione. Camminando in alta montagna, Arild incontra per caso il padre di un vecchio compagno di scuola che non vede da vent’anni. Samia chiede a un ragazzo di curare il figlio mentre va a fare una nuotata. A soli cinque anni il giovane Wolfgang Amadeus ha già una forte passione per la composizione e una vivida immaginazione. Abner e Amira attraversano in auto la periferia di Riga. Seduto di fronte al medico Dragan Ledeux non ha più dubbi: non potrà avere figli. Marco è affascinato dal mito della vecchia mafia. Un battaglione di tiratori scelti giunge nel campo di transito di Verneuil-sur-Avre, dove li attende la smobilitazione. Quique attraversa il confine e arriva negli Stati Uniti. Il pittore Rembrandt accetta con riluttanza di dipingere la milizia civica di Amsterdam in un ritratto di gruppo. Cole è un giovane americano a Parigi che si guadagna da vivere come sosia di Michael Jackson. Il rito della riesumazione dei morti è diffuso in tutto il Madagascar. Noriko da piccola non ha mai capito perché tutti parlassero d’amore, ora lavora di notte come prostituta. Aya vanga un pezzo di terra negli aridi paesaggi del massiccio dell’Aures. George W. è alle prese con la calamità dell’uragano Katrina. Norma e Kika confessano la loro relazione in un diario a quattro mani. Jamie arriva a Vancouver per far visita a un’amica, che però non riesce a rintracciare. Un centro commerciale di New York in rovina è sede di un mercato delle pulci. Lotte è stata licenziata dal delfinario. Wendo Kolosoy è una leggenda della rumba congolese. Un uomo e una donna vengono sottoposti a un esperimento terrificante.

*

da abstracts

III.

capire il perché delle cose
nel modo più semplice possibile
in frequentazioni quotidiane
con le persone più diverse

-

concentrare l’attenzione
sulla bellezza degli oggetti
per un effetto più drammatico
come a rivelare un senso

-

non avremo più tragedie
per trarre auspici sul futuro
un’atmosfera elettrizzante
ha ispirato nuove favole

***

Il nuovo libro di Alessandro Broggi, Avventure minime (Transeuropa), raccoglie all’incirca quattordici anni di produzione poetica dell’autore, sebbene la specificazione crei non pochi problemi: sarebbe, infatti, come definire “pittorico” un ready-made di Marcel Duchamp. Esclusi da questa auto-antologia sono l’esordio (Inezie) e l’ultima raccolta (Coffe-table book) di Broggi. Al di là delle cronologie, ciò che colpisce immediatamente il lettore è il percorso formale delineato dall’autore: in Avventure minime, infatti, si va dalla prosa al verso. Eppure, non vi è teleologia in questo percorso: il verso delle quartine che leggiamo in chiusura non gode di alcun privilegio rispetto alle prose che precedono. Entrambi, verso e prosa, sono semplicemente due tecniche di cui l’autore si serve per costruire i suoi testi-oggetti, giustificate esclusivamente dalle loro potenzialità, in quanto strumenti da adoperare per la dissezione del reale e delle sue rappresentazioni.

La scrittura di Broggi si presenta infatti come il referto clinico di un mondo; ciò che per comodità chiamiamo poeta diventa occhio, orecchio, organo senziente che immagazzina informazioni e le restituisce spoglie, neutre, al grado zero della loro rappresentabilità. Le stesse soglie testuali si presentano con le caratteristiche del referto: fascicoli, segni di paragrafatura (§), ordinamenti numerici ecc. Nella maggior parte delle prose, a partire dalla prima sezione (Quaderni aperti), il poeta presta la voce a (ma sarebbe forse più giusto dire registra le voci di) personaggi anonimi che delineano situazioni (altro termine importante nell’economia generale della raccolta) “minime”: pensieri sull’amore, sulla propria carriera, ricordi di viaggi, atti quotidiani, ciò che appare come banale vita di tutti; ma vi si trovano anche stupri, disastri ambientali, omicidi. Tuttavia, dati questi due poli, a risaltare è l’orizzontalità del trattamento di queste informazioni: non vi è scarto tra il racconto di un’orgia e una passeggiata. Forse, una delle epigrafi della penultima raccolta (a fondo perduto) può essere applicata all’intero libro: «non avremo più tragedie» (Willem de Kooning). Con questa strategia di presentazione delle informazioni, Broggi non dà alcuna possibilità di instaurare un rapporto con il lettore fondato sulla commozione: lo scopo non è coinvolgere il destinatario a partecipare emotivamente alle situazioni rappresentate.

Alla luce di quanto detto, possiamo inferire che obiettivo dell’autore è stimolare una riflessione di secondo grado sugli stessi meccanismi del linguaggio; a tal proposito, bisogna notare che se il libro si apre con prose che restituiscono fatti di vita vissuta, rigorosamente appartenenti a personaggi di cui non sappiamo niente se non “l’avventura” riportata, più si tende verso la fine più aumenta il peso della riflessione sui meccanismi linguistici della società dell’infotainement. Una prosa come Daily planet, penultimo testo della sezione Servizio di realtà, dipinge effettivamente la quantità di informazione che mediamente un uomo potrebbe stoccare in pochi giorni, se non ore. In queste pagine siamo a una frontiera limite, dove la parola è sul punto di scoppiare; è ciò che avviene effettivamente nell’ultimo testo in prosa, ma già tendente a farsi verso, Teoria dei gruppi (fiction): l’elenco di parole e sintagmi strutturati per capoversi è un referto, ma un referto che ha oltrepassato la soglia della leggibilità, cosa che non accade mai nelle pagine precedenti.

Le successive quartine di a fondo perduto e abstracts, se da un lato riprendono la tecnica del montaggio già appartenente ad alcuni esperimenti delle sezioni che precedono, dall’altro si presentano come delle riflessioni compostissime, quasi scrittura aforistica (la memoria va ai moralisti francesi, forse anche per effetto dei distici e delle quartine beckettiane di Long after Chamfort). In quest’ultima sezione, emergono chiaramente le considerazioni programmatiche dell’autore, focalizzate sull’urgenza di situarsi al di là della lingua mass-mediatica. Tuttavia, anche in queste quartine la tecnica adoperata è sempre quella del montaggio/smontaggio; la coazione a comporre e scomporre sequenze frasali date denota proprio la volontà dell’autore di non illudersi: se una via d’uscita esiste è solo nello smantellamento della lingua d’uso, in particolare quella tecnologica («concentrare l’attenzione / sul sogno di un’intera esistenza / nell’abbraccio digitale al mondo / come a rivelarne il senso»).

All’inizio di questa recensione si è parlato della legittimità dell’aggettivo “poetico” per i testi di Broggi. Nelle poche epigrafi che aprono alcune sezioni, si nota che la costellazione di autori di riferimento di Broggi è costituita da personaggi appartenenti a tradizioni estranee al campo della scrittura: Willem de Kooning, John Cage, Jean-Luc Godard, Vito Acconci. Non a caso, il “minime” del titolo, oltre a essere letto come un’indicazione stilistica, va forse associato a una corrente artistica del secondo novecento, il Minimalismo, cui l’autore si rifà per le sue tecniche riduzioniste, a partire da quello che è l’archetipo di ogni riduzionismo, Marchel Duchamp. In questo modo l’autore importa nel campo della poesia quella critica al concetto di “estetica” che sappiamo essere il frutto della prassi artistica della corrente appena citata (ma si pensi anche alla prassi e alla teoria musicale di John Cage e della musica minimalista).

Il libro di Broggi è quindi anche uno stimolo alla riflessione sui nostri strumenti poetici attuali, sia per quanti credono ancora in una legittimità dell’estetico, sia per coloro che invece percorrono altre strade. Se da un lato, infatti, i primi non possono più eludere la riflessione sulla possibilità di avere una lingua che veramente sfugga al disastro mediatico, dall’altro i secondi sono costretti a scontrarsi con le aporie che lo stesso Broggi affronta apertamente: ad esempio, la possibilità di neutralizzare la retorica dei linguaggi che ci circondano non è essa stessa una strategia retorica legata all’ironia, intesa quest’ultima come arte della distanza? Di sicuro, la dialettica tra queste due istanze potrebbe essere qualcosa di prezioso.

Bernardo De Luca

Immagine: Daniel Buren, Installation view at Turner Contemporary. Borrowing and Multiplying the Landscape, 2011.

 

15/04/2014
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