Anello di prova

Brzezinka

Stanotte ti ho sognato.
Aravi un capo e nei boschi pioveva,
cantavamo in fila
su un tronco, al sicuro.
Come un gatto sparivi al piano
di sopra, di sotto. Sapete,
ieri ha avuto tante preoccupazioni,
di alberi e di ragazze strane.

Un airone ostinato
sui fili di luce, un falco, la luna. Dimenticavo tutta
la fine del monologo, e mi specchiavo
negli occhi spaventati di quelli
che mi restavano attorno. Stava lì
la differenza per ciò
di cui mi sarei dovuta vergognare.
Mi sgridavi perché non facevo bene
finta di dormire. Sei maleducata,
mi dicevi. E allora sì, mi sentivo colpevole.

*

In estate

L’orizzonte era acuto
di antenne spezzate, e televisioni e di cavi
e il cielo, incurante, non era mai stato più inutile.
Le statue appese, con le membra fasciate,
ci si sporgevano sopra
e io le guardavo stremata.
Hai stretto un momento
il cappio, l’hai stretto
di scelte all’altezza
degli ilei e hai pianto
un bottone, appoggiato sul collo, perduto,
quello che avrei rimpianto.
Adesso che hai perso
chissà quale credo, chissà che distanza, quando
ti volti dicendomi – mi dispiace.
Ti dispiace: oscilliamo diversi
al vento.

*

Al Siribèc
A Martina Neera Sentimenti

A lét a lét ca gh’è al Siribèc,
la disiva sèmper mi nona
prema d’adurminteres.
A lét a lét, la disiva
prema ad tziger in dal lét,
çinéna çinéna c’la pariva
me fiola, y menga mi nona.

Al mur l’ira clèr,
al bus in dal mur néger,
al bus dal Siribèc.
Me l’an saviva nianc
ç’al foss un Siribèc,
ma al saviva c’al sarév vinu
a cater mi nona,
un dè o l’èter. Çinena çinena,
c’la pariva na puténa
coi cavii bianchi,
y c’la canteva sèmper
ma al diseva sol mama mia.

E s’al Siribèc l’avrév caté mi nona
al sarév vinu a tor anca mé

(E s’al Siribèc l’a caté mi nona
al cataria anca mé).

A letto, a letto che c’è il Siribecco / diceva sempre mia nonna / prima d’addormentarsi. / A letto, a letto, diceva / prima di piangere a letto / piccola piccola che sembrava / mia figlia, e non mia nonna. / Il muro era chiaro, / il buco nel muro era nero, / il buco del Siribecco. / Io non sapevo neanche / che cosa fosse un Siribecco, / ma sapevo che sarebbe venuto / a trovare mia nonna / un giorno o l’altro. Piccola piccola, / che sembrava una bambina / coi capelli bianchi, / e che cantava sempre / ma diceva solo mo mama mia. / E se il Siribecco avrebbe trovato mia nonna / sarebbe venuto a prendere anche me. / (E se il Siribecco ha trovato mia nonna, troverà anche me).

Immagine: Opera di Santiago Serra.

Caporedattrice Poesia

Maria Borio è nata nel 1985 a Perugia. È dottore di ricerca in letteratura italiana contemporanea. Ha pubblicato le raccolte Vite unite ("XII Quaderno italiano di poesia contemporanea", Marcos y Marcos, 2015), L’altro limite (Pordenonelegge-Lietocolle, Pordenone-Faloppio, 2017) e Trasparenza (Interlinea, 2019). Ha scritto le monografie Satura. Da Montale alla lirica contemporanea (Serra, 2013) e Poetiche e individui. La poesia italiana dal 1970 al 2000 (Marsilio, 2018).