Quattro poesie di Vivian Lamarque

da | Ott 24, 2023

Esce oggi il numero settembre-dicembre 2023 di «Nuovi argomenti». Dalla sezione “Poesia” pubblichiamo in anteprima quattro testi di Vivian Lamarque, tre inediti del 2023 e un semi-inedito da «Nuovi argomenti» n. 32 del 1973.

 

Ho ventisei anni
come la Repubblica
e potrei essere ricca
come una bandiera
se solo tu mi portassi
con orgoglio
da qualche parte.

(da «Nuovi Argomenti», 1973)

 

*

Ti ricordo Zanzotto nel tuo verde giardino
(non era metà maggio, non era mattino)
Canadese la vite che ti incorniciava?
Scendeva il suo tralcio lungo il tuo viso
scendeva di poco sotto il tuo breve
sorriso e sulla bianca camicia con la sua lieve
mano, verde si posava un quinario ricamo.
Dei libri tuoi nuovi che non puoi vedere
Erratici è verde, Traduzioni e Trapianti violetto,
ecco, Andrea, ora lo sai, te l’ho detto.

PS. Canadese no, ha solo tre foglie
americana sì, è quinquefolia.

 

*

Quando di notte s’addormenta
col libro aperto e la matita in mano
la sua matita di testa propria scrive
e scrive infine quel che le pare.
Sui margini bianchi lei il mattino trova
lievissimi segni, sconosciuto
alfabeto.
Chi lo decifra? Chi a lei svela
quello che la sua matita
nottetempo
nota?

 

*

Piove, sta dicendo l’albero
a chi la sua lingua parla.
Sì piove, risponde un ramo
da lì vicino o forse
da un poco piu’ lontano.
Bene, aggiunge un terzo
avevo sete già da qualche
giorno (anzi lui dice da qualche
tempo perché non conosce
la parola giorno).
Sto bene dicono due, anch’io
e anch’io e anch’io è un coro
lieto e anche una fogliolina nuova
si unisce al coro e dice bella, è la pioggia?
Non la conoscevo, la pioggia è bella.
Intanto un poco spiove
nessuno dice niente
torna il silenzio
lassù si dorme
e dorme.
Quieti si dorme?
Sì, forse.
Forse quieti si dorme.