La strada alla fine del mondo (da Mark Strand, “Quasi invisibile”, trad. di D. Abeni, Mondadori, Milano 2014)


“Ma non ci siamo già passati da questa strada? Mi sa di sì; mi sa che a intervalli di qualche anno la spostano, ma continua a tornare, con i suoi corvi e i rami morti, i marciapiedi che si sgretolano, le file di persone che escono da un paesaggio che svanisce nel momento in cui lo lasciano. E la città murata con le sue giostre di rondini e con il sole che le tramonta alle spalle, non l’abbiamo già vista? E la nave pronta a salpare per l’isola degli arcobaleni neri e dei fiori di mezzanotte, e le guide turistiche barbute che ci fan segno di sbrigarci?” “Sì, caro, abbiamo già visto anche questo, ma adesso devi prendermi a braccetto e chiudere gli occhi.”