Giulia Martini, Ciascuno per Firenze è come se…

Sei poesie inedite.

 

È colpa tua se adesso ho questi esiti.
E sieti reo che tutto il mondo, Sally,
sa cosa leggi, in quale modo esisti.

 

*

Ciascuno per Firenze è come se
calmamente deposto dalla croce
questa mattina calmamente andasse.

Passa il cinquantasette, quasi scivola
pieno di gente, lento, sui viali –
e prima o poi tu riderai con tutti.

E vi entreranno altri, innumerevoli –
raccolgo le radici, gli antroponimi
della tua deità che va in frammenti.

 

*

Quando mi dici: – Ci sentiamo presto,
e mai una volta che lo sia davvero,
è una simulazione del parlato.

Ma in questo affrancamento dal reale,
ripeti il gesto sacro di un romanzo:
produci forme di un significato
mimetico, appropriante, originale –
e tutto pare che si riproduca.

Amore mio: se sei davvero tale,
è per il tuo continuo darmi buca.

 

*

Quella figura che riluce e siede
diffratta e sparpagliata a una fontana,
all’unica fontana del quartiere

e prodiga a chiunque i propri doni
come se fosse un’opera di bene
alimentare una tristezza in tutti –

quella sei tu? Me lo domando sempre.

E intanto tutti che le sono grati,
che nella sua palude vanno in torma
per fare a lei, al bel fianco colonna.

 

*

Io non ti seguirò fino alla fine del camino –
non mi avvicino alla tua casa, dove un fuoco
profumato di vitalba è l’interregno
fra l’uno e l’altro dei tuoi tanti amori.

Vado lontano, con gli uccelli migratori –
a ovest vado, dove un lago ha fatto un segno.

 

*

Basta col dire che tra noi è finita.

Tanto ti trovo in un’altra ragazza,
come tu fossi una cobla capfinida.

 

Immagine: Laura de Noves, Biblioteca Medicea Laurenziana.