Giovanni Giudici, Una cosa

Una cosa, una cosa.
Sublime immagine meravigliosa – o
piuttosto non una di quelle
lapalissiane verità che talvolta
basta scoprir da soli per fare poesia?

Più che una cosa forse un movimento.

Ma prima conti in regola cuore contento
spalle coperte morituri morti pretendo:
tempo davanti a me finché ci sia
l’occasione di scriverla in bello stile.

Parlo di un modo poetico d’esser vile
– e la cosa è volata via.