Ex voto. Tre sogni e un ruggito

da | Ago 20, 2021

Tre poesie da “Ex voto. Tre sogni e un ruggito” di Antonio Riccardi, appena uscito nella collana “A27” di Amos Edizioni. 

 

Oscuramente so
che il posto dove sei sepolto
è il posto dove sei sospeso

morto tra i vivi, me compreso,
e quelli della nostra mite stirpe
che prima di noi sono già morti.

 

*

Oscuramente so
che il posto dove sei adesso
è qui, nella mia camera da letto

a picco sul Prato di sotto
e sulla valle dove i nostri morti
erano vivi prima di noi.

 

*

Ancora in sogno, mio padre plana
dal grande ciliegio del Madone
come se niente fosse e planando
mi parla sottovoce, senza affanno
del nostro podere oggi mal tenuto
a pensarlo nel suo splendore
cinque generazioni prima di noi
quando a tenerlo era Pietro Giovanni
appena chiuso il secolo dei Lumi
e con quello se dio vuole la deriva
la smania di cambiare le cose buone
tanto bene e a lungo pensate.

Non erano mai stati da un’altra parte
in nessun posto, via da Langhirano
dice piegando le ali
come per dire: bisogna capire
aver pazienza con i morti
a volte più che con i vivi…
e per sigillo
prende uno stecco di sambuco
segna in terra vicino a me
due parole con due segni a croce
e un fiore dentro un anello aperto
per dirmi qualcosa che devo capire
un codice che io però non vedo,
non so vedere.

Poi cancella con la mano a taglio,
un gesto largo dal basso in su
e segna in terra una lettera alla volta
per farmi vedere l’enigma del futuro
in forma di alfabeto.

 

NB: In alcuni punti del testo non è stato possibile mantenere il carattere dell’originale. Ci scusiamo per l’inconveniente.

 

Immagine: Diorama, Museo Civico di Storia Naturale, Milano.


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