Dear Dante

da | Mar 28, 2024

Pubblichiamo quattro poesie di Angela Alaimo O’Donnell, nella traduzione di Susanna Barsella e Bruno Nacci, da “Dear Dante”, silloge apparsa sulla rivista “IPR. Italian Poetry Review”, XVIII, 2023.

 

(“Una poesia dovrebbe essere libera di mentire per arrivare alla verità”, John Ciardi)


Tutti i poeti sono bugiardi. Così dice san Tommaso.
Eppure scegli il verso per dire la verità.
Scivoliamo sulla tua facile terza rima,
ogni riga, ogni rima sospesa, ci attira
in profonde e più pericolose acque.
Non puoi distogliere lo sguardo, e nemmeno noi,
dalle ombre sofferenti, dalla pura agonia
di dolore immutabile per l’eternità. Nessun
sollievo dal fuoco della mente e del corpo.
Se odiassi la tua specie, non potresti sognare
un mondo peggiore del tuo interminabile inferno, il pandemonio
di un bugiardo che nessuna parola d’amore può placare.
Sedotti dalla tua lingua, ciecamente ti seguiamo,
prega che nessuna delle cose che scrivi si avveri.

 

*

DANTE TRA GLI AMANTI

(“Quand’io intesi quell’anime ofense,
china’ il viso, e tanto il tenni basso,
fIn che ’l poeta mi disse: «Che pense?».

Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
menò costoro al doloroso passo!».”

INFERNO, V, 109-114)

(“La poesia è nella pietà”, Wilfred Owen)

 

Si muove tra loro come una spia
che non ne conosce i peccati,
li osserva con sguardo d’uomo

Da qui muove la sua pietà.
Non giudica ma porta amore.
Dove si smarrisce la ragione, vince il perdono.

Sebbene Dante sappia che un Dio lassù
ha dannato queste anime per la bruciante lussuria
non rinuncia alla compassione per

la loro sofferenza. Sa che devono
pagare lo scotto. Languidi abbracci
li hanno portati fin qui. Questa nuvola di polvere

li frusta senza tregua lungo giorni
e notti d’inferno infiniti.
Di tutti i modi diabolici

di punire, questo può essere il migliore
che chi cataloga le colpe possa punirle.
Ma Dante non freme, non si eccita

per il giusto, dolce finale. Dio tiene il libro mastro
che sgomenta il suo cuore di uomo.
Sviene per la pena, atterrato
dalla sua arte passionale.

 

*

NUOTANDO CON DANTE

(“«Ma ficca li occhi a valle, ché s’approccia
la riviera del sangue in la qual bolle
qual che per vïolenza in altrui noccia».

Or ci movemmo con la scorta fda
lungo la proda del bollor vermiglio,
dove i bolliti facieno alte strida.”

INFERNO, XII, 46-48, 100-102)


Conosco questo fiume: il fiume della rabbia.
Vi sono entrata una volta o due, forse più volte.
Bruciavano i miei piedi. Lasciai la sponda
della salute e dell’amore a guado delle acque
per immergermi in torti che non potevo raddrizzare,
per cospirare in guerre violente che non avrei combattuto,
per bollire un po’ nel sangue, mio e degli altri.
È piacevole la rabbia, è una gabbia
che rende l’anima schiava dei suoi capricci.
E quando in lei ti smarrisci, tutto lo zolfo
dell’inferno non ti salverà. Nessun centauro
in soccorso (come al fortunato Dante). Per sempre
stretto tra desiderio e desiderio, nuoti
finché di nuovo la follia ti abbandona.

 

*

IL MONITO DI DANTE

(“O voi che siete in piccioletta barca,
desiderosi d’ascoltar, seguiti
dietro al mio legno che cantando varca,

tornate a riveder li vostri liti:
non vi mettete in pelago, ché forse,
perdendo me, rimarreste smarriti.”

PARADISO, II, 1-6)

 

È mai possibile, avendoci spinti così lontano
che tu ci rimandi nuovamente a casa? Nessuna stella
a guidarci, nessuna rima o verso per spingerci
nel cammino? Alla fine, alle porte del Paradiso
ci dici che non siamo pronti per seguirti,
che il pane degli angeli non è il nostro pane?
Anche se non così istruiti, noi abbiamo fame.
Siamo affamati come filosofi. Affamati come te.
In realtà, se siamo piccoli abbiamo maggior bisogno
di vedere le verità che il destino non ci ha permesso
di scorgere con lo studio. Non ha forse predicato
Gesù che solo i bambini possono sperare di raggiungere
il Paradiso che ci dici non possiamo possedere?
Dimenticalo. Non ti lasceremo solo.

Angela Alaimo O’Donnell, poetessa, critica letteraria e scrittrice, è professoressa di Letteratura Inglese, Creative Writing, American Catholic Studies presso la Fordham University di New York e Vice Direttrice del Curran Center for American Catholic Studies a Fordham. Le sue pubblicazioni includono due libri e otto raccolte di poesia, tra cui "Andalusian Hours" (2020), una raccolta di 101 poesie dedicate a Flannery O'Connor, e "Love in the Time of Coronavirus: A Pandemic Pilgrimage" (2021). O'Donnell ha pubblicato il memoir, "Mortal Blessings: The Province of Joy" un volume di orazioni basato sulla teologia pratica di Flannery O'Connor; e la biografia "Flannery O'Connor: Fiction Fired by Faith" che ha ricevuto il primo premio della Associazione degli Editori Cattolici. Il suo volume su Flannery O'Connor, "Radical Ambivalence: Race in Flannery O'Connor", è stato pubblicato dalla Fordham University Press nel 2020. La raccolta più recente di poesie, "Holy Land" (2022), ha vinto il Paraclete Poetry Prize. La rivista Italian Americana ha di recente dedicato un numero alla scrittura di O’Donnell che è la nipote di immigrati romani e siciliani. La sua undicesima raccolta, "Dear Dante", poesie scritte in conversazione con la Commedia di Dante, sarà pubblicata nella primavera del 2024. http://angelaalaimoodonnell.com