Pubblichiamo in anteprima cinque traduzioni italiane del poeta gallese Ronald Stuart Thomas, a cura di Manuel Visani.
VIA NEGATIVA
Ma no! Non ho mai pensato altro se non che
quel Dio sia quella grande assenza
nelle nostre vite, il vuoto silenzio
interiore, il posto in cui andiamo
cercando, non nella speranza di
arrivare o trovare. Egli tiene gli interstizi
della nostra conoscenza, l’oscurità
tra le stelle. Suoi gli echi
che seguiamo, le impronte che ha appena
lasciato. Mettiamo le mani nel
suo fianco sperando di trovarlo
tiepido. Guardiamo le persone
e i luoghi come se anche lui li avesse
guardati; ma ci sfugge il riflesso.
*
IN UNA CHIESTA DI CAMPAGNA
A uno in ginocchio non giunse nessuna parola,
solo l’inno del vento, rattristando le labbra
dei cupi santi, rigidi nella vetrata;
o il secco sussurro di ali non viste,
pipistrelli non angeli, nell’alta volta.
Fu respinto dal silenzio? Rimase in ginocchio a lungo,
e vide l’amore in un’atra corona
di sfolgoranti spine, e un albero invernale
dorato dal frutto di un corpo d’uomo.
*
IL MUSICISTA
Un ricordo di Kreisler, una volta:
In uno stesso concerto, in questa stessa città,
i posti tutti occupati. Mi ritrovai spinto
sul palco con pochi altri,
così vicino da poter vedere il travaglio
dei suoi muscoli facciali, un pulsare come una falena
palpitante sotto la cute sottile
e le indelebili vene della sua fronte liscia.
Potevo vedere, anche, gli spasmi delle dita,
temporaneamente imprigionate nella nevrosi dell’arte,
mentre noi sedevamo lì o applaudivamo calorosamente
questo esecutore che così magnificamente soffriva
per ognuno di noi sul suo strumento.
Così dev’essere stato sul Calvario
nella luce più feroce della spinosa aureola:
gli uomini fermi lì accanto e quella figura,
le mani sanguinanti, la mente livida ma calma,
creando una musica che vive ancora.
E nessuno osava interrompere
perché era se stesso che egli suonava
e più vicino di tutti il Dio intendeva.
*
MEDIAZIONI
E a uno Dio dice: Vieni
a me attraverso numeri e
figure; vedi la mia bellezza
negli angoli tra le
stelle, nelle equazioni
del mio regno. Porta
le tue lenti all’adorazione
delle mie dimensioni: lontano
fuori e lontano dentro, c’è
sempre più di me
in proporzione. E a un altro:
Io sono il roveto ardente
al centro della
tua esistenza; devi deporre
la tua conoscenza e venire
a me con la mente
nuda. E a quest’altro
dice: A causa della
tua superbia, della desolazione
delle tue emozioni, Io
verrò a te nelle cose più
semplici, nel corpo
di un uomo confitto a un alto
albero che hai convertito in
legname e tu non mi conoscerai!
*
IL FIORE
Chiesi ricchezze.
Mi desti la terra, il mare,
l’immensità
del vasto cielo. Li guardai
e appresi che dovevo ritirarmi
per possederli. Diedi i miei occhi
e le mie orecchie, e dimorai
in un’insonora oscurità
nell’ombra
del tuo sguardo.
L’anima
crebbe in me, riempiendomi
della sua fragranza.
Uomini vennero
a me dai quattro
venti per ascoltarmi parlare
del fiore non veduto accanto a cui
sedevo, le cui radici non erano
nel suolo, né i suoi petali del colore
dell’ampio mare; quella era
una specie a parte con il proprio
cielo sopra di sé, attraversato
dall’arcobaleno del tuo venire e andare.
NB: Non è stato sempre possibile rispettare la grafia dell’originale. Ci scusiamo per l’inconveniente.
MANUEL VISANI (Parma, 2005), dopo la maturità classica al Liceo “G.D. Romagnosi”, studia Medicine and Surgery a Piacenza. I suoi testi sono apparsi su varie testate e antologie, e un suo contributo è di prossima pubblicazione per Interno Poesia. Nel 2024 si è aggiudicato il secondo posto al concorso nazionale “Poesis Vietri sul Mare”. Redattore della sezione poetica del giornale Eureka per cui ha intervistato l’inviata speciale Stefania Battistini, è attualmente membro di Punto e Virgola indipendente. Attivo operatore culturale, nel 2023 ha portato una relazione sul rapporto tra poesia e intelligenza artificiale presso la Scuola Europea di Parma a seguito dell’intervento di Cosimo Accoto. Ha collaborato inoltre con Officina Arti Audiovisive (scrittura e musiche per podcast), il Festival della Parola, Correggio500 e Verdi Off. Parallelamente, ha coltivato studi di chitarra classica, perfezionandosi in una masterclass con Maurizio Colonna.
Ronald Stuart Thomas (Cardiff 1913 - Pentrefelin 2000), pastore anglicano dal 1936. Tra i suoi prestigiosi riconoscimenti figurano la Queen’s Gold Medal e il Lannan Award. Ha esercitato il suo ministero per oltre quarant’anni in comunità rurali. Fiero nazionalista e vicepresidente della Campaign For Nuclear Disarmament, ha combattuto l’anglicizzazione del Galles pur vivendo dolorosamente il paradosso di scrivere in inglese, ritenendo il proprio gallese, imparato da adulto, non all’altezza della sua lirica. Nel 1940 ha sposato la pittrice e illustratrice Mildred Eldridge. La sua poesia è scabra, intensa e metafisica, volta a indagare la solitudine dell’uomo e il silenzio di Dio anche attraverso concetti prettamente scientifici e immagini a noi vicinissime.