Umberto Piersanti, Odori, erba spagna…

Due poesie inedite.

Odori

e se pensi a quegli anni,
gli anni della casa nel fosso
sprofondata,
è l’odore del fieno
che t’entra dentro,
e poi dell’acqua,
verde, di raganella
e foglie larghe,
passa il cugino
dal sorriso furbo
con le pecore lente
tra l’odore azzurro
d’erba spagna,
poi scende tra le viti
e lì resta,
resta per sempre,
succhia i grandi acini
rossi, di bersigana,
e sorride furbo

agosto 2020

(Bersigana è un’uva dagli acini rossastri.)

 

 

Primi di settembre

si è fatto raro
e incerto, il canto
assordante delle cicale,
canto cupo
e ossessivo nell’estate
che di veleni ci cerchia
e ci minaccia,
e più non si prolunga
nella notte, oscurando
ogni voce e fremito
che da sotto la terra
sale o trema
e vibra tra le foglie,
adesso è la musica tenue
dei grilli, musica
che i bei campi d’erba spagna
ancora azzurri per la morbida
luna che li inonda,
percorre e illumina
e almeno un poco
ci consola

ma presto arriva il gelo
che quella voce stronca,
tacciono i grilli nelle oscure
tane sprofondati,
si fa muta la terra
in questa lunga attesa
del risveglio

settembre 2020

(Nella parlata urbinate l’erba spagna è l’erba medica.)