Storia dell’avaro (da Philippe Jaccottet, “Il barbagianni e l’ignorante”, a cura di F. Pusterla, Einaudi, Torino 1992)


Tutti gli elogi per il suo valore
non proteggono un uomo dalla morte;
se prende vita o discorsi per tesoro,
consuma i giorni ad aspettare il ladro.

Il suo giardino è qui. Provi ad amarlo,
e il suo cuore si gonfi di piacere, per un attimo,
s’apra, sia pronto al fiore ed al suo rischio:
subito pensa ai propri occulti beni,
da riservare a chissà quale tempo,
che non giungerà mai. Uno solo viene,
sempre, e per certo: il ladro. Nel giardino,
di notte, quando solo l’uomo attende,
balza sopra di lui come la folgore; e chi resta
domani loderà al sole i suoi talenti.