Sogno di viaggio

(da “Quasi invisibile”, trad. di Damiano Abeni, Mondadori, Milano 2014)

Scende dalla montagna il cavallo color crema, attraversa prati bigi ed entra in casa leggero e si ferma, simile a una nuvola e silenzioso, nel soggiorno luminoso. E adesso, senza alcuna avvisaglia, il braccio grigio del vento se lo porta via. “Ho amato quel cavallo” pensò il poeta. “Avrei potuto amare qualsiasi cosa, ma ho amato quel cavallo. Con lui sarei potuto arrivare al mare, al dolente, corrugato mare, e chissà cosa avrei potuto fare laggiù – trasformare il vento in marmo, fare rabbrividire le stelle alla luce del sole”.

***

Comes down from the mountain the cream-colored horse, comes across dun fields and steps lightly into the house, and stands in the bright living room cloudlike and silent. And now, without warning, the gray arm of the wind takes him away.”I loved that horse,” thought the poet. “I could have loved anything, but I loved that horse. With him I could have gone to the sea, the wrinkled, sorrowing sea, and who knows what I could have done there – turned wind into marble, made stars shiver in sunlight”.

12/07/2017
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