Si fa per dire

da | Mag 8, 2026

Cinque poesie da “Si fa per dire” di Simona Menicocci, uscito nella collana ‘Lacustrine’, a cura di Renata Morresi, di Arcipelago Itaca.

 

come parla è di cosa
cosa fa uno che passa dall’1 al 2 e poi dal 2 al 3
come non deve attuare il suo ritorno
cosa fanno in tv o fuori
come uno spegnimento senza difesa
cosa suggerisce la visione in cui essa si svolge
come se in un grandangolo un pianosequenza
cosa è comune
come uno o io
cosa amare potrebbe riguardare lo spazio
come stancarsi della proprietà
cosa è privato
come contare a ritroso defalcando le somme
cosa è
come se bastasse cambiare soggetto
cosa essere disposti
come esserlo
cosa è la prima persona
come se fosse neutrale
cosa si pone davanti
come retribuire un diritto
cosa produrre di inutile per esserne difesi
come è
cosa ritardata
come mai
cosa si forma nel come
come non riconoscere nel segno la rappresentazione
cosa se fosse qui sarebbe solo mia
come un’immagine
cosa resta indisponibile
come non toccato dalla crisi
cosa descrivere e diluire nella descrizione
come descrivere una diluizione
cosa provare per l’è pur vero
come prendere in giro
cosa in un’opinione deve tacere
come l’ordine alfabetico
cosa è una causa
come fermare in un titolo un titolo
cosa comprende l’indeterminato
come dire che
cosa trovare di memorabile
come cosa

 

*

dove è
quando perdere la vista e la cosa
dove non lo si direbbe
quando: mai
dove l’arte dell’anticipare è estesa all’infinito
quando opporre direzioni a contorni fissi
dove sottintende una geografia una gerarchia una grammatica
quando un pianeta si fa irritabile così non si sporca dentro
dove la giovinezza è chiamata accomodazione massima
quando c’è un disturbo
dove una categoria antropologica precisa è sintomo di dignità
quando ha una dimensione corrisponde a una dimensione
dove un centro un parcheggio un prezzo allo spazio
quando nemmeno la patente evidenza del segnale
dove la realizzazione elimina le premesse
quando il risultato non è l’adattamento ma la mimesi
dove il libro si apre per compulsione
quando l’immagine è una relazione sulla parete opposta
dove da qui è visibile
quando l’insonnia è un altro luogo
dove da questo punto di vista guardare può essere escluso
quando fare questo tipo di calcoli è fallimentare
dove il passato è se stesso
quando è successo è troppo
dove era finito
quando per nascondersi la cosa è sempre stata ferma
dove lasciare il ritrovamento al sicuro
quando è necessariamente una narrazione
dove invertire purché funzioni la sintassi dell’evento
quando le coordinate sono sbagliate dall’occhio
dove il fallimento ha iniziato a cedere ha iniziato a capire
quando trovare un posto vuol dire tempo
dove è un punto debole del movimento
quando la nozione va usata contro se stessa
dove è iniziato tutto a tornare
quando solo un senso può essere tecnicamente potenziato
dove il quando è una funzione della macchina da eliminare
quando il dove potere non è più rilevante
dove: sempre

 

*

forse bastava dirlo subito
così si vedrà come
forse conoscendo il soggetto non c’è nulla
così è un’espansione a partire da un’estensione
forse dandogli un nome trova un posto
così è contenuto dentro l’altro dentro
forse il chiarimento è una somma algebrica
così il beneficio del dubbio ha un segno matematico
forse il segno del corpo è un alone
così è un come indicale
forse alcune parole sono veramente vuoti
così va il mondo
forse versodove è una domanda applicabile a ogni oggetto
così è un modo di vedere vivere
forse è un equivoco
così l’intenzione l’interpretazione
forse il testo è una giacenza
così ogni commercio è necessariamente enfatico
forse la logica ascendente fa il resto sullo scontrino
così si fa la scorta per paura
forse la decrescita non è antinatura
così è chiaro che non è lineare
forse ogni cosa insinua un furto
così anche nel lascito bisogna differenziarsi
forse è una forma di restare
così ci sono due ragioni per espellere un corpo
forse si stava meglio prima
così così
forse la terra ha un potere di cesura
così nel modo che si vede o che si è detto o che si sta per dire
forse c’è il movimento di rottura e quello di un avvento
così io sono (è) la prima bugia
forse
così dovrebbe essere
forse è indecente
così come è
forse solo così il non così diventa una proposta

 

*

purché se ne parli
comunque non importa
purché ognuno faccia il suo caos-cosa
comunque un testo può proseguire per obbligo verso la prima parola
purché sia utilizzabile
comunque il posto fisso è un’istanza che risale al neolitico
purché anche la lettura abbia una sintassi non lineare
comunque 8 donne su 10 lo sono diventate
purché si sappia decifrare la non integrità del segno
comunque le condizioni dell’evento sono la necessità e la sorpresa
purché il tempo dell’addio non venga interrotto
comunque comparando errore con errore cecità con cecità
purché non sia un eccesso di vicinanza
comunque l’io è un occhio
purché venga tradotto in inglese
comunque continua a essere proficuo il misunderstanding
purché di un sarcasmo si faccia la condizione della verità
comunque ogni pensiero è (in) una diramazione
purché non collassi quando venga fatta un’osservazione
comunque lo spaesamento è la fine del luogo o la sua reinvenzione
purché si applichi l’interpretazione a molti mondi
comunque aggiudica un’importanza cruciale all’atto osservativo
purché si abbia un gatto o un segreto
comunque nessuno guarda nella scatola in cui è rinchiuso
purché anche l’osceno abbia la sua scarna scenografia
purché ne valga la pena
comunque la pena può cadere in prescrizione
purché il soggetto sappia elaborare il lutto di sé

 

*

finché c’è vita chiedere come
quanto costa emanciparsi da un capitale qualunque
finché ogni coscienza sarà una coscienza di
quanto sia comprensibile è indipendente dal fatto che sia vero o falso
finché ci saranno uomini e cose troppo fragili per andare in frantumi
quanto ogni evento sia una relazione di intenzioni nulle
finché il soggetto farà tutto questo rumore
quanto debba essere arginato
finché dura
quanto è dura a sopportarsi
finché c’è l’amore o qualsiasi altro movimento
quanto basta o quanto manca
finché indica il perdurare di una cosa o di un fatto
quanto tempo ci vuole a
finché non se ne verifica uno nuovo
quanto spazio ci vuole per
finché la distanza dal primo no detto sarà una mitologia del rifiuto
quanto l’emancipazione non chiudendo i rapporti li muti
finché non c’è misura
quanto potrà andare avanti così
finché il progressivo approfittare della disponibilità assoluta delle cose
quanto se ne sa in fondo della biologia
finché ci sono almeno due tipi di concetto-corpo
quanto il corpo-anatomia sia morto e fotografabile
finché non si sarà capito il rapporto tra immagine e vita tout court
quanto il corpo-storia sia mortale e filmabile
finché la memoria lo permette
quanto spingere la riflessione che tutto ciò che è privato è privato
finché tutto ciò resterà senza risposta alcuna
quanto la storia sia isterica e sospetta non solo nei bordi pagina
finché il punto di vista non diventa archimedico
quanto è indivisibile
finché non riuscirà a imporsi che siano le cose che non sono
quanto l’incarnazione abbia creato problemi linguistici
finché la totalità dei fatti e non l’insieme delle cose
quanto la narratologia derivi dalla teologia
finché ogni metodo è raccomandato come terapia
quanto opporsi a ogni pratica incipitante con ‘l’arte di’
finché si riesce a sentire
quanto finché ancora
finché ciò che resta è meno importante di ciò che diventa