Traversare l’inverno

Sei poesie da Traversare l’inverno di Seamus Heaney, a cura e traduzioni di Marco Sonzogni, prefazione di Leonardo Guzzo, postfazione di Alberto Fraccacreta (collana diretta da Fabiano Alborghetti), Capelli Editore, 2019.

Anahorish

Mio “luogo d’acqua chiara”,
la prima collina del mondo
dove le sorgenti tracimavano
nell’erba lucente

e scurivano i ciottoli
nel letto del sentiero.
Anahorish, soffice gradiente
di consonanti, prato di vocali,

spettro insistente di lanterne
dondolate nei cortili
nelle sere d’inverno.
Con secchi e carriole

quegli abitatori di pendici
vanno immersi nella foschia fino ai fianchi
per rompere il ghiaccio leggero
sui pozzi e i mucchi di letame.

*

Toome

La mia bocca fa presa intorno
alle morbide esplosioni,
Toome, Toome,
mentre sotto la smossa

lastra della lingua
mi spingo in un sottoterreno
esplorando novità possibili
in cento secoli

di argilla, selci, palle di moschetto,
cocci di ceramica,
monili e lische di pesce,
finché sono inguainato

nel fango alluvionale che digrada
all’improvviso sotto
acqua di palude e affluenti,
e piccole anguille s’accodano ai miei capelli.

*

Broagh

Sponda di fiume, le lunghe porche
che sfociavano in distese di acetosa
e in un sentiero alberato
giù verso il guado.

Il terriccio del giardino
si guastava facilmente, l’acquazzone
che riempiva l’impronta del tuo calcagno
era la nera O

di Broagh,
il suo basso rullio
tra i sambuchi battuti dal vento
e le foglie del rabarbaro

finiva quasi
all’improvviso, come quell’ultima
gh che gli stranieri faticavano
a pronunciare.

*

L’uomo di Tollund

I

Un giorno andrò ad Aarhus
per vedere la sua testa bruno-torba,
i morbidi baccelli delle palpebre,
il cappuccio di pelle appuntito.

Nella campagna piatta vicino
a dove lo hanno disseppellito
con l’ultima farinata di semi invernali
rappresa nello stomaco,

nudo eccetto
il cappuccio, il cappio e la cintura,
sosterò a lungo.
Sposo alla dea,

lei gli strinse addosso il suo collare
e schiuse la sua palude,
quei succhi scuri che lo trasformavano
nel corpo preservato di un santo,

reperto degli scavi a nido d’ape
dei tagliatori di torba.
Ora il suo volto tinto
riposa ad Aarhus.

II

Potrei rischiare di essere blasfemo,
eleggere il calderone della torbiera
a terra sacra e pregarlo
di far germogliare

la carne dei braccianti, dispersa,
caduta in imboscata,
i cadaveri senza scarpe
distesi nei cortili delle fattorie,

e le traversine punteggiate
dalla pelle, dai denti rivelatori
di quattro giovani fratelli trascinati
per miglia lungo i binari della ferrovia.

III

Qualcosa della sua triste libertà
mentre lo trasportavano sulla carretta
dovrebbe arrivarmi mentre guido
pronunciando i nomi

Tollund, Grauballe, Nebelgard,
guardando il dito puntato
della gente di campagna,
di cui non conosco la lingua.

Là nello Jutland,
nelle vecchie parrocchie omicide
mi sentirò perduto,
infelice e a casa.

*

Limbo

Nelle reti dei pescatori di Ballyshannon
la notte scorsa c’era un neonato
oltre ai salmoni.
Figlio illegittimo,

un avannotto ributtato
nelle acque. Ma sono sicuro
che mentre stava nell’acqua bassa
e lo immergeva con tenerezza

finché le sfere gelate dei suoi polsi
furono insensibili come il pietrisco,
lui era un pesciolino con ami
che le squarciavano il ventre.

Lei entrò in acqua sotto
il segno della sua croce.
Lui fu tirato a riva col pescato.
Ora il limbo sarà

un freddo bagliore di anime
per qualche lontana landa salmastra.
Là persino i palmi di Cristo, le piaghe ancora aperte,
bruciano e non riescono a pescare.

*

Verso ovest

……………………………………………….in California

Siedo sotto la “Mappa ufficiale
della Luna” di Rand McNally —
ha il colore della pelle delle rane,
i suoi pori ingranditi e bene

aperti e uno chiamato
“Pitiscus” all’altezza degli occhi —
e ripenso all’ultima sera
nel Donegal, la mia ombra

proiettata netta sull’intonaco
dal suo splendore d’osso,
i ciottoli del cortile
pallidi nella luce come uova.

L’estate era stata una caduta libera
che si concludeva là,
nel vuoto anfiteatro
dell’occidente. Eravamo partiti

il Venerdì Santo, lasciandoci alle spalle
tende di negozi calate sul pomeriggio,
macchine ferme fuori da chiese mute,
biciclette reclinate contro un muro;

guidammo oltre,
un’interruzione ormai conclusa,
mentre i campanelli schioccavano
su un altare spoglio

e i fedeli si mettevano in ginocchio
davanti al crocefisso chiodato.
Quali chiodi si sfilarono in quell’ora?
Strade si srotolavano, si srotolavano

luce che cadeva come reti
posate
su acque lucenti.
Sotto le stigmate della luna

a seimila miglia di lontananza,
immagino polvere indisturbata,
una gravità che si allenta,
Cristo aggrappato con le sue mani.

Séamus Heaney (Casteldawson, 1939 – Dublino, 2013) è stato il massimo rappresentante contemporaneo del rinascimento poetico irlandese, Premio Nobel per la Letteratura nel 1995. Come ha scritto nella poesia Digging, il poeta userà la penna come il nonno e il padre hanno usato la vanga. Tra le sue opere edite in italiano, ricordiamo: Attraversamenti, a cura di Anthony Oldcorn, con uno scritto di Roberto Sanesi, Milano, Scheiwiller, 1990, con postfazione di Jacopo Ricciardi (2005); Scavando, a cura di Franco Buffoni, Roma, Fondazione Marino Piazzolla,1991, testo inglese con traduzione a fronte; Station Island, a cura di Gabriella Morisco, Milano, Mondadori, 1992; Radure, a cura di Gabriella Morisco, Bologna, In forma di parole, 1995; Attenzioni. Prose scelte 1968-1978, introduzione e cura di Massimo Bacigalupo, trad. di Piero Vaglioni, Roma, Fazi, 1996; Poesie scelte, a cura di Roberto Sanesi, Milano, Marcos y Marcos, 1996; Una porta sul buio, prefazione e traduzione di Roberto Mussapi, Parma:, Guanda, 1996; Sia dato credito alla poesia, a cura di Marco Sonzogni, Milano, Archinto, 1997; Veder cose, a cura di Gilberto Sacerdoti, Milano, Mondadori, 1997; Il governo della lingua. Prose scelte 1978-1987, a cura di Massimo Bacigalupo, Roma, Fazi, 1998; North, a cura di Roberto Mussapi, Milano, Mondadori, 1998; Una porta sul buio, prefazione e traduzione di Roberto Mussapi, Milano, TEA, 1998; La lanterna di biancospino, a cura di Francesca Romana Paci, Parma, Guanda, 1999; La riparazione della poesia. Lezioni di Oxford, a cura di Massimo Bacigalupo, Roma, Fazi, 1999; The Spirit Level, a cura di Roberto Mussapi, Milano, Mondadori, 2000; Beowulf, a cura di Massimo Bacigalupo, con un saggio di J. R. R. Tolkien, Roma, Fazi, 2002; Electric Light, trad, di Luca Guerneri, Milano, Mondadori, 2003; Fuori campo, a cura di Massimo Bacigalupo, Novara, Interlinea, 2005; Sulla poesia, a cura di Marco Sonzogni, Milano, Archinto, 2005; Seamus Heaney, poeta dotto, a cura di Gabriella Morisco, Bologna, In forma di parole, 2007; District e Circle, a cura di Luca Guerneri, Milano, Mondadori, 2009; Catena umana, trad. di Luca Guerneri, Milano, Mondadori, 2011; La livella a bolla d'aria / The Spirit Level. Una selezione di 21 poesie, per la traduzione e cura di Erminia Passannanti, Oxford: Mask Press, 2012; Poesie, selezione antologica per la traduzione e cura di Erminia Passannanti, Oxford, The Mask Press, 2011; Morte di un naturalista, a cura di Marco Sonzogni, Milano, Mondadori, 2014.