Raymond Carver, Nel 2020


Chi di noi ci sarà ancora-
vecchio, rintontito, annebbiato –
ma con tanta voglia di parlare degli amici morti?
Parlare e parlare, come un rubinetto che perde.
Di modo che i giovani di allora,
pieni di rispetto e di toccante curiosità,
si scopriranno commossi
delle nostre rievocazioni.
Dalla semplice menzione di questo
o di quel nome e di quello che abbiamo fatto insieme.
(Cos’ come noi siamo rispettosi, ma anche curiosi
ed emozionati, nell’ascoltare qualcuno parlare
dei morti illustri che ci hanno preceduto.)
Di chi di noi racconteranno
ai loro amici:
conosceva il tal dei ntali! Era amico di …
e passavano parecchio tempo assieme.
Ha partecipato a quella grande festa.
C’erano tutti. Hanno festeggiato
e ballato fino all’alba. Si sono presi sottobraccio
e hanno ballato tutti insieme
finché non è spuntato il sole.
E adesso non c’è più nessuno.
Di chi di noi si dirà:
lui li conosceva? Gli ha stretto la mano,
li ha abbracciati, è stato ospite
della loro calda casa. Gli voleva bene!

Amici, vi voglio bene, davvero
E spero d’essere abbastanza fortunato, di avere il privilegio
di videre a lungo ed esservi testimone,
Credetemi, dirò solo le cose più
esaltanti di voi e del tempo che abbiamo passato qui!
Anche il superstitre deve avere qualcosa
cui aspirare. Invecchiare,
perdendo tutto e tutti.

 

Da Raymond Carver, Orientarsi con le stelle: tutte le poesie, traduzioni di Riccardo Duranti e Francesco Durante, Roma, Minimunfax, 2013 (All of Us: The Collected Poems, Harvill, London, 1996).