Raucedine

da Massimo Ferretti, “Allergia (1952-1962)”, Giacometti&Antonello, Macerata 2019 (prima edizione: Garzanti, Milano 1963)

Massimo Ferretti

È inutile, ragazzo, pensare di correre se il cuore ha le valvole bruciate;
è inutile moltiplicare un metro di bosco e chiamarlo jungla, o voltare le spalle al mare e chiamare la sabbia deserto;
è inutile prendere la tessera al partito per sentirti comunista, o girare un disco di negri per sentirti negro:
e avere un motivo per protestare.
Il mondo non si accomoda, ma questo non è un male.
Il male è che il sabato continua a fare il padrone e la domenica la serva avvilita:
perché la carezza sognata può essere un miracolo azzurro e quella avuta è solo un vento di mano.
Ragazzo, tu sarai l’uomo che leggerà nel giornale come va avanti il mondo –
non darti pensiero di lasciare il posto pulito
e non picchiare tua moglie quando si vergognerà d’invecchiare:
la giostra girerà lo stesso e il tuo sangue non saprà di sale.

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Nota biografica in Allergia. Prefazione ad una giovinezza (1955)

Massimo Ferretti è nato a Chiaravalle il 13 febbraio 1935, e vive a Jesi (Ancona). Raramente si è allontanato da questa provincia, ma come a tutti i suoi coetanei – e a loro il libro è dedicato – gli è capitato di vivere in tempi strepitosi e rari, e ha avuto modo di vedere molte cose. Questa «allergia» va intesa come immunità possibile e necessaria d’una malattia ben diagnosticata: la storia, insomma, d’una presenza delusa ma non sconfitta.