Partire da qui

da | Nov 29, 2021

Sette poesie inedite.

 

Se ha conosciuto un luogo, fuori
dal limitare delle boe, spalle alla terra

su cui corrono le nuvole e piove luce
è a causa di quel battello arrugginito

che adesso scivola sul filo
calmo e preciso senza sbavature.

Al cuore del battelliere non pesa
stare al timone in attesa di niente.

 

*

Le gambe aperte sul molo
una sigaretta che brucia tra le dita.
Ha il sesso impotente, dicono
le donne ridendo.
Lo sa, a tutte rivendica il seme,
lo grida dal mare.
Nella vecchia città
sono tutti suoi figli.

 

*

VOYEUR

Un uomo per curarsi l’orzaiolo
si tamponava con un anello d’oro
uno splendido occhio azzurro.

Gli s’ammalò anche la vista,
a lanciarla oltre lo scoglio, dove
una donna nuda si bagnava:

«Occhi di ladro in questo porto
mi hanno rapita, ma tu sei morto»
Dal molo pianse l’ultimo seme

del corpo, una lacrima di sconforto.

 

*

Sono seduti con le ginocchia nere
non sanno cos’è un bosco di faggi,
né hanno mai visto fuggire una volpe.

Però in questa foresta di cemento
sono come uccelli. Dai resti
dei cantieri fischiano al giorno
il canto misterioso del loro mondo.

In due nel vicolo, in sella alle moto,
s’involano ora sfiorandosi appena
e sembrano rondini quasi smarrite.

 

*

Saltano sugli scogli come capre,
in tasca la danza di piombi fusi
in fabbrica per cacciare le spigole.
Di profilo la roccia è una tartaruga.

Mentre le montano sul carapace,
il sangue brucia nei corpi di sale.
Anche due gabbiani arpionano
la carne di un pesce e volano via.

Dalla battigia le madri si sbracciano,
un’eco di voci implora di tornare
a riva, ché negli scogli al buio
si annida la rabbia dei cani di Scilla.

 

*

Appiccano fuochi a cataste di legno,
arrampicandosi come scimmie sui monti.
Dalle fiamme appare un diavolo nero
e scende una pioggia di faville dorate.

I maschi si picchiano i magri deltoidi
e la nuca per scherzo mentre alle ragazze
fanno il gesto del sesso. Non hanno nulla
da imparare, ridono di chi teme il maligno.

Sul loro petto Cristo ciondola in croce
se arriva l’amore lo baciano e giurano
davanti la vampa del corpo che brucia
che non tradiranno mai quella fiducia.

 

*

I pescatori ignorano la città
trascinano sacchi di molluschi

sulle spalle, succhiano gusci interi
di acqua, iodio, muschi, licheni.

Montano su un ponte di barche,
come piccoli grilli, uomini neri.

Usano limoni contro il dolore
del fegato, disinfettano il sapore.

Bevono e dopo aver preso il mare
corrono nelle camere da letto.

Vivono come il plancton in seno
alle acque – alle donne – al veleno.

 

Immagine: Irene Coppola, Perhaps as sensual molecular curiosity, 2021.

 


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