O Capitano! Mio Capitano! (da Walt Whitman, “Foglie d’erba”, trad. di R. Mussapi, Garzanti, Milano 2016)

O Capitano! Mio Capitano! Il nostro aspro viaggio è concluso,
la nave ha passato ogni tempesta, abbiamo vinto il premio bramato.
Ecco il porto, sento le campane, la gente esulta,
mentre gli occhi seguono la salda chiglia, il vascello severo e ardito:
ma cuore, cuore, cuore!
Gocce di rosso sangue
dove sul ponto giace il mio Capitano,
caduto freddo e morto.

Capitano, mio Capitano! Alzati, ascolta le campane,
alzati, la bandiera per te è gettata, la tromba suona,
per te i fiori, le ghirlande, i nastri, per te la folla sulle rive,
per te, urlano in massa, oscillando, i loro volti verso di te, accesi.
Mio Capitano, caro Padre!
Questo braccio sotto la tua nuca!
Ѐ un sogno che tu sulla tolda
sei caduto freddo e morto.

Non risponde il mio Capitano, e le sue labbra immobili, esangui,
non sente il mio braccio mio padre, non più volontà, non più pulsazioni.
La nave è all’ancora, salva, il viaggio concluso,
la nave vittoriosa torna dall’aspro viaggio conquistata la meta,
rive, esultate, suonate, campane!
Ma io con passo di lacrime e lutto
cammino dove giace il Capitano,
freddo, morto, è caduto.