Nei termini a venire

da | Dic 30, 2025

Quattro poesie inedite.

 

Un dettaglio è una mano che scivola sullo sportello ghiacciato
E prende una decisione in periferia.
“Se non avessi”,
Il condizionale si spalanca al centro
Per godersi lo spettacolo dalla finestra.
Le chiusure a scatto:
mozzate.
Gli ordine eseguiti sotto il mento:
Ignorati.
Un errore di traduzione si frappone
Tra gustare e inghiottire
E non manco
Lo spettacolo delle foglie che tradiscono la tenda
Ondulata
Ondulata:
Un’ora meno dieci.

 

*

C’è un filo carnoso
Che striscia sul pavimento
Un serpente senza testa
Un lembo di un corpo imprendibile
La fessura più tagliente
Di un tempo a fasi alterne.

 

*

Lei tende una gamba verso la porta
È noia
O stanchezza
Apre e chiude il barattolo dell’origano essiccato,
il tappo blu
Dalla finestra non si vede passare nessuno
Solo chi arriva per restare.
Apre il cassetto di legno massiccio
Tre, quattro forchette d’argento nella borsa
Morbida
Si confondono tra gli altri oggetti.
Alle parole degli altri si arriva
Per gioco, per violenza, per carenza di storie
Per amore di giustizia
Per gratitudine.
Non perdona il fuoritempo
Essere pronti
è un’alchimia
tra ricezione e scomodità.

 

*

Al posto dell’altro l’errore
più intimo.
A uscire dal petto è stato un arcano
che donerò a
chi chiede costanza
nel cuore,
ho mancato forse la porta della tua assenza
Tre volte
La quarta ho mentito
La quinta ho imboccato la strada più impervia fidandomi della fatica
Uno è lo spazio sul quale agire
Con gesti esatti
pur senza la sapienza del fine.
Nella ripetizione
La sostanza
che tollera solo ciò che puoi medicare
ma le parole dette per la prima volta
non lasciano intatte le membrane.
La testa è rosa,
Incontri i fili di corda spessi
Come un tuffo a braccia piegate
La prima volta che una bomba intelligente
Ha toccato terra.