Un estratto in anteprima da “Esopianeti” di Alessandro Baldacci, da poco uscito per la collana ‘Adamàs’ de’ La vita felice.
«Mi chiamano Victor \ però non lo sanno
che è bello restare \ sugli esopianeti
per scrivere agli ufo, \ nel mentre i bambini
ritornano a casa, \ si chiudono a chiave».
*
«Le mani alla gola \ mi tengono stretto
fra gli esopianeti \ per farmi gridare,
nel mentre gli alieni \ mi chiamano Victor,
cercando negli occhi\ la casa degli ufo».
*
«Gli alieni perduti \ davanti allo specchio
mi chiamano Victor \ e tornano spesso
sugli esopianeti , \ oppure nel bosco
cercando i bambini \ negli occhi degli ufo».
*
«Mi chiamano Victor, \ mi vengono addosso,
stanno nella lingua \ per correre fuori,
ma tornano sempre \ cercando alla fine
parole scolpite \ sugli esopianeti.
*
«Lasciando che gli occhi \ diventino rossi,
la sera i cecchini \ riportano tutti
sugli esopianeti, \ nel mentre gli alieni
mi chiamano Victor \ per farmi gridare».
*
«Davanti allo specchio \ mi chiamano Victor,
poi corrono insieme \ sino a Norimberga,
e cercano alieni \ sugli esopianeti
per spingerli tutti \ negli occhi di Kaspar».
*
«Giocando con tutti \ coloro che in coro
mi chiamano Victor \ cercavo gli alieni
sugli esopianeti \ oppure a Parigi,
coprendomi gli occhi, \ parlando da solo».
*
«Ripetono: “Kaspar”, \ da dietro la porta,
gli alieni nel mentre \ riportano tutti
sugli esopianeti, \ lasciando la lingua
fra gli ufo che ancora \ mi chiamano Victor».
*
«Mi chiamano Victor \ le stelle, gli alieni,
oppure i cecchini, \ nel mentre Parigi
è un ufo che scappa \ gettando la fune
degli esopianeti \ ai piedi di Kaspar».
*
«La lingua sparisce \ fra gli esopianeti,
oppure nel buio \ che invade la gola,
nel mentre gli alieni \ riportano tutti
lì dove i cecchini \ mi chiamano Victor».
*
«Dal fondo del foglio \ di carta la sera
mi chiamano Victor \ e cercano ancora
fra gli esopianeti \ l’alieno che porti
ai piedi di Kaspar \ il regno dei cieli».
*
«Mi chiamano Victor \ dal fondo del foglio,
ma poi dentro il bosco \ si danno la caccia,
gli alieni che passa- \ no tutta la vita
sugli esopianeti , \ in cerca di Kaspar».
Alessandro Baldacci è nato a Padova nel 1970. Insegna Letteratura italiana contemporanea presso l’Università di Varsavia. Si è occupato prevalentemente, con diverse monografie e articoli, di poesia italiana dal secondo Novecento a oggi così come della ripresa del tragico nella
letteratura europea fra XX° e XXI° secolo. "Il dio di Norimberga", suo primo libro in versi, uscito per l’editore Pequod, è entrato nella dozzina finalista del Premio Strega Poesia 2024.