Márcia Theóphilo, Amazzonia verde d’acqua

Dalla raccolta di Márcia Theóphilo, Amazzonia verde d’acqua (Mondadori, 2020), pubblichiamo cinque poesie.

AMAZZONIA

Sono io, il rio che trova il mare.
Rami, linfe mature, sono specchio
dune di sabbia, verde sulle spiagge.
In foglie di acaça, luna carnosa
frutta spessa, musica di sapori
fluido nervoso, lunare, il flusso.
I suoni di Rio Araguaia e Xingu,
laghi, pantani, isole alluvionate
saltando, pulsa, vene della terra.

 

TUTTI I FIUMI DELLA TERRA

I

Portano i cesti con la manioca, le donne,
sfiorando con i piedi le rive del fiume.
Kuambu vede passare Kupahúba
e un fiume immaginario gli percorre
la mente: è una corrente che trascina
in sé tutti i fiumi della terra.
Ardeva la sua pelle, chiuse gli occhi,
il sole silenziose carezze sul corpo
di Kupahúba, toccando i piccoli seni.
È ancora una fanciulla Kupahúba e lui
dovrà aspettare il rito di iniziazione
amorosa. Con la sua mente viaggia
nell’aria e tra le nuvole. Ieri ha sognato
un dente che volava e un odore mai sentito.
Sullo spiazzo con le altre Kupahúba si prepara
per essere iniziata. Per tre mesi
lui non potrà vederla. Tutto gira, gira.
Lei si avvicina e lui sorride.
Dentro il suo corpo una forza divora
le acque di fiumi e laghi.
È lui Mboi-Guaçú dai mille occhi
avvincerà e stringerà Kupahúba
ma l’amore attenuerà la forza.
“Vattene Mboi-Guaçú” implora Kupahúba.

 

DELFINO ROSA

Nei lunghi mesi di pioggia quelle voci
sibilanti tra spume: i delfini
nascono dalle acque profonde.
Corpo vermiglio-rosato corre, vola
la pelle, frutto tenero e liscio,
porta memorie, si culla nelle onde
dei tropici, vicino all’equatore
scherza nella laguna, nel fiume denso di suoni
all’improvviso appare in mezzo alla foresta.
Corpo-sapore dolciastro porta a riva
un delfino, parto al chiaro di luna
affronta dolore alla nascita
penetra l’astro doloroso del tempo,
materia, sangue nelle acque, geme
un parto un solo figlio, lo allatta
uno scambio di sguardi, il latte scaturisce
tra i sussurri nasce un dio: il Boto.

 

RIO MARMELOS

Impensate foreste senza fine
di fiori e frutti tropicali
e cuoro di antichi animali
impregnati di vita
in un cielo di nubi polverose
e di acque coperte
di metallo rovente
dove ardono i marinai
di una portaerei.

 

RIO MADEIRA VIVO

Nel mese di marzo, un vento caldo
soffiava: oggi la terra è arenosa, sabbia pura
memorie di verdi correnti luminose
foglie, frutti gialli, vermigli.
“Manda la pioggia, Tupã” invoca Mangalo,
ma le piogge si vendicano
cimitero di pesci le acque
le nuove acque distruggono
vengono dal centro della terra
dal cielo? Invade, avanza il deserto.