Esce oggi, per ‘Lo Specchio’ Mondadori, la raccolta “Maniere nere” di Isabella Leardini. Pubblichiamo otto poesie in anteprima.
La terra non è buona né cattiva
né buona né cattiva la sabbia
diversa è la regola del mare:
ruba, svuota, restituisce
la forma esanimata del restare.
Le nostre collezioni di piccole morti
brillano ad asciugarsi vuote
corpi leggeri trasformati nel calco
che li ospitava solo per poco
come se di noi restassero bellissimi
i cappotti, i cappelli, gli ombrelli
e il disordine provvisorio delle tane
si facesse amuleto splendente
del corpo rimanente, visibile
che qualcuno laverà con cura
e metterà in bella mostra in un vaso
proprio al centro di una libreria.
*
Forma perfetta di conchiglia nera
può raccogliere il senso del vuoto,
resa ingiustificata degli inerti
che la prendono dalla riva.
L’errore del male incolpevole
è ritenersi anche innocente.
*
Ostia di madreperla, figlia certa
della luna e di quelle come lei,
ostia di madreperla figlia incerta
che non genera bambine vive.
Madreperla non genera ostriche
ma solo infeconda perla
liscia ipotesi da infilare al collo,
lacrima, dicono i superstiziosi.
Le vediamo bianche sfilarsi
crollare, rimbalzare tutte sparse
come figlie che non trovano una direzione.
*
Perle opache, non sempre
tonde, non sempre perfette
lacrime salate del mare.
Si dice che qualcuno le raccolga
troppo piccole per essere bambine
sono solo desideri agli angoli delle case.
Le donne di toccarle hanno paura
gli uomini invece le tengono in mano
belle come chicchi di riso
le fanno rotolare tra le dita…
Semi che potrebbero fiorire
– non accade mai – alla fine
agli angoli le lasciano cadere.
*
Nel buio di stelle marine
si inginocchia il morto e il vivo.
Viene la notte che sa solo pensare
il pensiero continuo del mare.
Quando il mare pensa ha un battito
un lampo che tocca la riva
e si perde.
Non è progettuale il mare
è grande stanza aperta di stanze
creatura risacca di creature.
*
Pietra nera che affonda nel buio
il rischio di non essere all’altezza.
Danza delle conchiglie
che non sanno altro che le conchiglie.
Io sulla riva troverò il reato
di rubare quel che appartiene al mare
e prima o poi l’occasione
di essere vendicata.
*
Anima nera delle conchiglie
potresti tagliare sottile
l’ultimo filo che lega la mente
ancora troppo, troppo resistente.
*
Fiamma delle cose mancate
che forse non tornano più
corallo perfetto che nulla
porterà quassù in superficie
rosso come un ramo che trema
dove nessuno può vedere il vento
ospite ingrato dell’acqua
che preferisce spostare poco il buio.
Restano le luci di chi nuota
– ammesso sempre splendere a chi vive –
fosforescenti fiori, strade ai passi
che vengono sott’acqua per morire.