Lyra

Interlinea inaugura la nuova collana “Lyra giovani”, a cura di Franco Buffoni, che sarà presentata al Salone del Libro di Torino il 19 maggio, ore 16:30, nello stand di Pordenonelegge. I primi due libri della collana sono L’ultima volta in Italia di Maddalena Bergamin e Pronomi personali di Marco Corsi, di cui presentiamo di seguito una selezione d’autore.

Maddalena Bergamin, da L’ultima volta in Italia

Chi ha detto che questo è il paese
del mare non sa delle nostre giornate
su tangenziali padane, della periferia
latina malmessa e delle grigie ore
che ci separano dalla vista del sole
Non sa di come sia estranea alla nostra
la vita che di noi si racconta

*

Se tutto va bene poi si sta male
dopo le strette di mano, le pacche
le forti emozioni si aprono valli
di vuoto, strapiombi, desolazioni

Se ti alzi voglia il cielo dal letto
sei costretto a respirare l’aria
mattutina, a sopportare la brezza
il caffè la moina del buongiorno
dei pimpanti: avanti! Sempre
avanti! Contro il risucchio
tenebroso della notte, darsi
regole fissare appuntamenti
per restare sull’elenco
dei presenti

*

Se vivere fosse un’avventura
con tanto di castello e principessa
sul pisello si potrebbe immaginare
di alzarsi la mattina, di indugiare poi
in cucina per il tempo che separa
dall’impresa, per l’ardire del furente
intendimento per l’intesa degli umori
con il mondo per lo scopo fosse pure
demenziale di intraprendere le scale.

***

Marco Corsi, da Pronomi personali

dove siamo, dove saremo stati
prima di domani domanderai
conchiglia di sabbia nel nocciolo del mondo,
mio orecchio domenicale. non più pungente
il tuo quesito mi trapassa silenzioso –
sagoma nera di sasso oblungo –
ferendo la cornice dell’occhio e riducendo
il paesaggio a tutto. ecco perché sapevo
da quanto tempo gli altri ti vedessero diverso
o in maniera meno suspiciosa credessero
che tu fossi parte di una serie
anello di anelli mai visti e destinati a morire.

*

doveva riprendere prima o poi
l’usanza di mandarci cartoline
o forse codici, messaggi più sottili
quando il tempo affonda
e nessuno torna per nessuno.
un rigo appena per finalmente dire
che molto più ci sopravvive
il saluto giunto da lontano,
che va tutto bene, che la vita
piano piano diventa
un gesto inutile nell’aria.

*

i più deserti, i più desiderati spazi,
la tua piccola vita pelosa
che tenevi tra le mani come un dono
e avevi messo al mondo dimenticando
qualunque forma di sorveglianza,
nei casi sottili occorsi
in cinquanta metri calpestabili
di appartamento più servizi,
pertinenze varie, ossa e cielo.

Immagine: Daniel Buren, Tondo n° 17, 2015.

11/05/2017
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