Cinque poesie, scelte da Riccardo Deiana, da “La parola che ti devo” di Beppe Mariano (Di Felice Edizioni, 2025).
LA PAROLA CHE TI DEVO
Il calendario defoglia elettronicamente.
Superfluo è il mio intervento.
La giornata è definita da impulsi memorizzati.
Non è possibile scoprire
tra le tante la stella nuova
né la parola vera
che brilla nel cicaleccio.
Vi sarà pure quella insorgente,
ferma come un monte.
La parola che ti devo.
*
INVANO
Un poco mi salva immaginare
che tu qualche volta
possa passare davanti alla vecchia
casa e un poco soffermarti,
ancora voltandoti, dopo, nel lasciarla.
Avervi vissuto non ti sembra vero,
che una parte della tua vita
sia trascorsa in questa casa
protesa invano sul Monviso.
*
Ti so condannata a sospingere
su d’un piano inclinato il tuo masso
fino in cima
e lasciarlo ricadere
con tellurico squasso
per risospingerlo nuovamente
verso quel cielo mitico che
sembra un uovo troppo riempito.
Ugualmente mi tocca affrontare
ogni giorno, pur non essendo mai partito,
il viaggio di ritorno.
Viaggio perturbante, se la vita
già mi tocca ripercorrere a ritroso,
un attimo prima che sia finita.
*
NELLA DIREZIONE DELL’ERBA
Cammino nella direzione
dell’erba appena tagliata.
Ricupero fragranze perdute
di adolescente, quando l’erba
era ancora naturale
e mi allietavo d’una pietruzza
che lanciata saltellava più volte
sulla pelle dell’acqua.
Ora subito affonda.
*
DAVIDE
Per anni i palestinesi fronteggiarono
bombe e fucili, armati di sole pietre.
Per anni gli israeliani hanno coltivato il sospetto
che Davide, il loro campione, lanciatore
di pietre provetto, fosse passato al nemico.
La verità stava nascosta nel paradosso.
Ma oggi anche Davide si è aggiornato.
Invece d’impugnare ancora una fionda,
guida un carro armato nucleare.
Beppe Mariano, piemontese del 1938, esordisce nel 1964. A metà degli anni Settanta ha cofondato e redatto la rivista letteraria «Pianura» insieme a Sebastiano Vassalli, che l’ha diretta, Giorgio Bàrberi Squarotti e altri. La sua prima raccolta "Verde Celeste S-clin" risale al 1980 (Il Bagatto, con prefazione di Sebastiano Vassalli). Tutta l’opera edita fino al nuovo millennio è confluita nell’antologia "Il seme di un pensiero. Poesie 1964-2011" (Nino Aragno editore, 2013) con prefazione di Giuseppe Conte. È stato direttore artistico del Teatro Toselli di Cuneo. La sua ultima raccolta è "La parola che ti devo" (Di Felice Edizioni, 2025, prefazione di Riccardo Deiana).