Jorie Graham, Fast

Fast è l’ultimo libro di Jorie Graham, pubblicato nella traduzione di Antonella Francini per Garzanti.
Pubblichiamo due poesie.


PESCA A STRASCICO IN FONDO AL MARE

 

Le lame come gigli ruotano veloci per vederti tutto–blu acciaio poi rosso
dove affonda la ferita–la tua ferita–non ti vogliono conoscere ti vogliono
avere–no–non avere–vogliamo tutti vivere fino alla fine–sono umana io–chi
lo sa–solo perché ho questo modo di trasmettere–chiamiamola voce–una minaccia–
condivisa–le reti pelagiche a mezz’acqua si ergono come muri intorno a noi–vengono
da lontano dove sembrano solo lontananza–lontananza che
s’avvicina–ascoltala–eliminando lo sfondo–tutto in primo piano–tu dentro–l’unico
piano–neppure la punizione–reti a strascico pesca scartata veleno reti fantasma–
la spirale dell’ascolto lungo il fondo–reti appesantite di
zavorra–rastrellano il fondo in cerca di nulla–indiscriminatamente–non vuoi nulla
di speciale–vuoi soltanto–vuoi soltanto chiudere
la terza dimensione–avere qualcosa che è tutto–diventa tutto–nella
indiscriminazione–scarto che giunge al 90% del pescato–sono io–l’habitat pestato
e schiacciato–rete del tuo ascoltare e del mio parlare non sappiamo più distinguerle–
atmosfera torbida fra noi–nessun posto per nascondersi–nessun posto per riposare–hai
bisogno di riposo–c’è la natura è il riposo–ciò che non è caccia è illustrazione–non
sei in regola, no?–quando sondi le mie immense profondità–2000 metri e
più–benché il buio totale mi circondi–benché io sia al mio
posto sotto pressione–con le mie centinaia di specie–detriti–
in condizioni estreme–i pesci d’acqua profonda crescono molto lentamente–molto–
la loro lunga speranza di vita–tarda età riproduttiva–così particolarmente
vulnerabili–arriva sul fondo sopra le montagne sottomarine–raschia i
ripidi declivi–lo scarto cos’è–mirando un bersaglio sbagliato–sbagliata la misura–non
mangiabile–non ha mercato–vietato–in via d’estinzione–come gli uccelli–
davvero tanto a volte–manca spazio sulla barca–milioni di tonnellate restituite
morte o ferite–le cicatrici sul fondale–la bocca grande come un campo da
football–e se laggiù non c’è nessuno però ci sono reti fantasma–reti abbandonate nel
mare continuano a pescare nei secoli–mammiferi pesci crostacei–moriamo
di sfinimento o soffocamento–i materiali sintetici vivono per sempre

 

Chiedici qualunque cosa. Quant’è profondo il mare. Non puoi andarci

laggiù. T’annienterebbe la pressione. A 6000 piedi la luce scompare. Fai

un’altra domanda: mi senti? No. Chi sei. Sono.

Hai mai ucciso un pesce. Lo ero un tempo ma ora sono

umana. Ho immaginazione. Voglio amare. Sono autoreferenziale. Le cose

non sono me. Hai un’altra domanda. Sono perseguitato ma da cosa?

Supremazia umana? L’opera dell’umiliazione. L’acredine del pesticida.

Che altro? Il martello che s’abbatte sulla testa. Centra gli occhi in pieno.

Ho avuto una gran fortuna. La fine del mondo era già avvenuta. Quanto tempo

fa. Non lo so. Non è una funzione della conoscenza. È in un senso speciale

che finisce il mondo. Devi continuare a vivere. Devi farlo senza farlo

aspettare. Nulla di fastidiosamente visibile. Solo il fuori continua e

continua. Perciò trova il modo che continui

il dentro. È fragile la tua entità. Sei un oggetto in tuo possesso. Almeno

ti fu dato per possederlo. Devi capire cos’è la

proprietà. Pensavi di saperlo. Ti sbagliavi. Era sbagliato. C’era

uno sbaglio nella miscela. Finisce che tu sei una prima impressione. Gli anni

passano. Immagina questo. E c’è ancora chi parla. Ci sarà sempre chi parla. Nelle

 

zone d’ipossia non c’è quasi più ossigeno→poi non c’è→più→ossigeno→davvero→
immagina questo dice lo speaker→chi sei→dove sei→tu che scendi giù nelle zone
morte→acqua non acqua→più vai giù dice più→fa paura→perché lì
non c’è→nulla→nessun→pesce→nessun organismo→vivo→no→nessuna→nessuna vita→solo
noi→zone morte→più grandi del Sahara dice→gli spazi senza vita più grandi su questo lato della
luna→dice lui→dice lei→chi è che mi parla→sono l’acqua profonda che risale→sono ciò che
scompare→resta in linea→un minuto solo per favore→resta in linea→c’è una chiamata per te

*

AUTORITRATTO A TRE GRADI

 

Venendo a capo di possibili nessi io–no tu–che notasti–se il mondo–no–

il mondo se–prendi il plancton–sento di non poter più amare–prendi il plancton–che

l’amore è previsto per un’altra vita–no prendi il plancton–che una tale

vita è una forma di porno ora–no–ma che dico–prendi il plancton–

la pianta più importante sulla terra–pensa amore–almeno metà

della produzione primaria della biosfera–ama questo–ama cosa–sto dicendo

non hai scelta–più di tutte le piante dell’intero pianeta–

boccioli così grandi che si vedono dallo spazio–ogni cosa

vivente–prendi tutto–dai prendilo, non posso più tenerlo–non lo vuoi–non

m’interessa– portalo tu per ora–devo riprendere fiato–voglio stendermi qui

e ascoltare–entro 50 anni–se siamo fortunati–scrivo nel 2015–come

spruzzare diserbanti sulla vegetazione del mondo–la nostra materia

grezza il nostro inventario proprio ora attraversiamo la devozione,

si chiama notizia, diventiamo clienti, facciamo in fretta, a che velocità–saremo

liberati–vi faremo sapere–richiede studio ulteriore–guarda

qui c’era il fiume–un giorno mi sono svegliata ed ero nata–

 

mi resi conto d’essere nata–la terra–è lì che devi stare–sfrecciando avvolgendosi srotolandosi

guardando su al cielo giù al suolo imparerò a restarci in piedi–imparerò–sono

in piedi, guarda, sono un’opportunità di crescita, sarò un cumulo d’arretrati, sarò

una consumatrice informata→futuro informe–non spendibile→era questa la mia canzone→

mi alzai per la prima volta da sola→forza inimmaginabile in questi piedi, in queste

mani→cosa non dovrei danneggiare→toccherò le cose finché non si spezzano→ecco

come guardarle→tutti i punti di contatto→entropia, diminuzione, premendo

e poi ritraendosi e guardando, lasciando soltanto→inimmaginabile→un significato in

ogni passo→cambio forma→è permesso→il vento dimostra che tutto è un errore→così

nulla è inimmaginato→spingiti lontano ed eccolo→sogno→forma di

certezza→forze immense s’adunano nel sole→pensiero→tocca→questa è

la serenità→questa è la completezza→qualcosa si è lanciato nel cespuglio→niente forzatura solo

curva volo accumulo terrore grumi di sensazione/pensiero poi rondini

spiccano dall’albero→non erano foglie dopo tutto→invisibile il campo delle regole ma

rapidità è la sua regola→sorpresa. Non caos. Se ascolto: ogni cosa: canto di.

 

Abitaci là. Trame incrociate fra me e il nulla. Guardando dentro. Precipita qui. Definizione

data. Definisci antropos. Definisci umano. Dove ti trovi. Vale la pena

d’aspettare? Ecco il vento. Non dimenticare il cervello. Neanche la carne. Dovrà essere

maritata. E il tuo sorriso. Sciocco, danneggiato. Non pensarci nemmeno. Siamo tutti

stanchi. Ci servono strumenti per fare strumenti. Anche i copricapo. Siamo in anticipo

o in ritardo? Nessuno ci nota il fischio suona gli uccelli non fanno

alcun danno. Abitaci.

 

Immagine: Jorie Graham, ritratto di Jeannette Montgomery Barron.