Il tempo delle foreste blu

da | Ago 3, 2026

Quattro poesie da “Il tempo delle foreste blu” di Erika Burkart (Molesini, 2026).
L’opera è frutto di un lavoro collettivo di sedici traduttori coordinati da Anna Ruchat, compiuto all’interno del corso di traduzione editoriale della Casa della Letteratura di Lugano.


LA PAROLA

Come inferriate stanno intorno a me le parole
cerco a tentoni le sbarre,
un mormorio spaventa a ogni cancello:
se esci di qui il senso si trasforma.

Oh idea che si nega al linguaggio!
Che conosce solo sé stessa e chi la nutre:
il demone che sgomenta e incalza,
nel buio unisce e separa nella luce.

Calata nel tacere, mi so prigioniera,
sovrana del miracolo, perché la parola non svela,
eppure avida di ricevere la chiave
che dal seme mi liberi nel tutto.

 

*

NEL MEZZO

Cerco la parola
che mi trovi.

Ogni parola
è una misura della distanza
che io con le parole
non supero.

Senza parole imparo ad ascoltare.
L’ascolto è un dialogo con il silenzio.

Le poesie sono gradi del silenzio.

 

*

LA FERITA

La nascondiamo sotto correttezza,
maledizioni, devozione, lavoro,
bontà e beni,
gesti e parole,
la mostriamo nell’amore,
la teniamo aperta
per giorni migliori,
la caverna
che ci contiene.

 

*

CONFINE LINGUISTICO

Ciò che tacciamo
di cui non scriviamo
tenuto da parte
è preservato.

Fuoriparola
l’altro paesaggio,
senza parole cadi in segreto
preda del gorgo della
più profonda estasi.

 

*

CAMBIARE PELLE

(Per Ernst)

Buccia dopo buccia
e pelle dopo pelle.

Quanto abbiamo sofferto in tutta la vita
per il nostro più nascosto
seme.