Il passero bianco

da | Lug 25, 2025

Sei poesie in anteprima dalla seconda sezione (“Le genti beate”) di “Il passero bianco” di Sofia Fiorini, uscito da poco per Vallecchi.

 

E io a loro: c’è un gatto invisibile
che abita il mio giardino
nell’accecante mezzodì –
mi ha detto di venire qui.

C’è un’arpa violina
che mi affonda nelle viscere,
gli altri organi sono compressi
per farla vivere.

Dietro la casa ho lasciato
un cimitero di fichi
per il passero bianco
e i suoi amici.

E loro, ferme sul sentiero,
a me: «non hai altro posto,
non hai davvero
altro posto all’infuori di questo».

 

*

Dicono «state attente»
e «non percorrete
il sentiero dell’uomo».

Ho detto io non ho paura,
li conosco. Hanno detto
«sono loro che rischiano.

Si vede
che sei nuova del bosco».

 

*

Aspettavo che mi si seccassero
le ossa – aspettavo di smettere
di soffrire per il freddo ed il calore.

Ogni volta, nel mezzo della fila,
dietro la corteccia, constatavo
l’imbarazzo vivo del mio corpo.

 

*

I fuochi fatui
ai bordi del fiume
preparavano la nostra festa.

Dovevo imparare a reggere
senza mani
la mia lanterna.

 

*

La fame non ha niente
a che vedere con il corpo.
Infatti anche loro
dovevano mangiare.

Cacciavano piccoli uccelli
senz’armi, li incantavano
con la voce.
Ma io ero affamata

mortalmente di altro pane.

 

*

Il primo segreto
fu che non potevo cacciare.

C’era tra gli alberi il passero bianco
che avevo visto nei sogni.

Strano destino essere scelti
da una creatura degli Inferi

e non sapere più
come si fa a abitare il mondo.