Il passato deve ancora arrivare. Per Bruno Di Pietro

da | Ago 25, 2026

Salutiamo Bruno Di Pietro (1954–2026), poeta, fondatore della casa editrice d’If e socio di Cronopio, con una scelta delle sue poesie a cura di Mattia Tarantino. Oltre ai testi che proponiamo in questa selezione, ricordiamo anche i volumi [SMS] e una quartina scostumata (d’If, 2002), Futuri lillà (d’if, 2002), Acque/dotti. Frammenti di Massimiano (Bibliopolis, 2007), Della stessa sostanza del figlio (Evaluna, 2008), Il fiore del Danubio (Evaluna, 2010), Il merlo maschio (I libri del merlo, 2011).

 

da ELEA. QUANDO VERRÀ  IL PASSATO (Les Flâneurs, 2024)

Ai margini
del campo di fave
ho chiesto ai padri
notizie dell’inizio.

Mi hanno risposto:
“non pensare
a ciò che è già stato:
il passato
deve ancora arrivare”.

*

Parmenide ha la febbre.
Trema. Nel delirio dice
di un appuntamento con gli avi
appena fatto giorno.

Poi, quando sarà di nuovo scuro
il ministro della morte
passerà nel cielo
seguito dal corteo degli anni.

*

La nottola sorveglia
dalle pendici del Monte Stella
la piena del fiume.

Si assottiglia il tempo.

All’orizzonte danza
lo spettro dell’ultima estate.

 

***

da VESPERO in FRAMMENTI DEL RISVEGLIO (Oèdipus, 2021)

arrossì l’ibisco
fra i capelli neri
(inventò
la notte senza buio)

 

***

da BAIE (Oèdipus, 2019)

in un altrove aereo o marino
forse nell’ultimo lembo di terra
al confine di ogni pensabile destino
ai margini sconfinati di un deserto
nell’incerto che inclina alla speranza

noi ci ritroveremo

allora sarà detta la parola giusta
quella che fugge la noia dell’indicibile
daremo altro nome a tutte le cose
liberi dalla paura di morire,
esaurito ogni dove, di esaurire ogni dire

*

così ricominciammo dal pomario
il bibliotecario acquisì i testi
gli erboristi trovarono un mestiere
il cerusico a curare sofferenza
dopo secoli di assenza
la terra diede altra notizia di sé

 

***

da COLPA DEL MARE E ALTRI POEMETTI (Oèdipus, 2002; poi 2018)

Io rifiuto la questione trita
per cui una cosa deve avere inizio.
Ti aspetto sul ciglio della vita
nel luogo dove non c’è giudizio
né perdita o profitto se le dita
indugiano ai capelli al vizio.
Ti aspetto ai margini nell’interstizio
nel vento inquieto della via d’uscita
dalla paura di cui sei l’indizio.

 

***

da IMPERO (Oèdipus, 2017)

II. IL SOGNO DI AUGUSTO

Tante quante sono le lucciole al loro tempo
sorgeranno città magnifiche sulla terra e sulla costa
piene di fontane, templi, manifatture e ginnasi.

Le strade progettate condurranno ricchezze
la posta viaggerà alla stessa velocità degli scambi.
I mari solcati da navi cariche di mercanzie
stoffe di Babilonia, spezie di oriente, grano d’Egitto.

Nelle province finiranno i contrasti tribali
le perenni liti parentali.

Le campagne sicure saranno deliziosi giardini:
e il fumo avrà il profumo del pane cotto sulla legna.

Tutto il mondo sembrerà uno solo principio e fine
così tutto sarà ordinatamente al suo posto.
Conquisteremo tutto o saremo perduti.

Deperite le istituzioni di una Repubblica morente
Roma governerà l’intero continente
Dal Baltico all’Egeo.

Lo chiameranno Impero
questo ordine austero.
Ma oltre di noi non vi saranno che flutti e scogli.

Dove solo le aquile
dove solo le mie aquile
potranno.

 

XLIV. “L’IMPERO DEVE DIVENTARE ADULTO”

L’Impero deve diventare adulto:
è un insulto all’intelligenza (e alle casse dello Stato)
la guerra di aggressione e di conquista
di inutili e indifendibili territori.
C’è troppa resistenza fra i senatori
che con la guerra ci fanno affari:
cambierà la tendenza solo una sana immissione
di uomini delle province nel Senato:
questa infantile ideologia del confine
resterà infine un’idea del passato.
Così il Vallo resterà il confine permanente
fra la Britannia e il resto del continente.

 

***


da MINUSCOLE (Il Laboratorio, 2016)

I. (LARGO)

tu conduci al fondo delle cose
al nome inaugurale, al suono
al silenzio che segue il tuono
di agosto, quando lumache e rose
gelose abbracciano i trifogli

III. (ANDANTE)

le parole non trovano la strada
per dire quest’esilio, lontananza
dalla luce che subito digrada
come evolve il suono in dissonanza