I cry your mercy

Compassione ti imploro, e la pietà,
e amore! sì, l’amore generoso,
un amor che non tenti come Tantalo,
che sia un pensiero unico, costante,
un amore innocente, che sia vero,
e se l’osservi, senza macchia alcuna!
Ch’io possa averti tutta, tutta mia!
La forma, la bellezza, quel sapore
dolce d’amore minimo, ed il bacio
tuo, quelle mani, quegli occhi divini,
il seno caldo, bianco e luminoso,
che dà mille piaceri, la tua anima
te stessa, per pietà, donami tutto,
e non negarmi un atomo di un atomo
oppure morirò; e se forse invece
vivrò, sarò un tuo servo miserabile,
in mezzo alla foschia di tanta inutile
miseria, noncurante ch’abbia un senso
la vita, col palato della mente
che perde il gusto, e l’ambizione cieca!

(Traduzione di Luca Alvino)

*

I cry your mercy, pity, love!—aye, love!
Merciful love that tantalizes not,
One-thoughted, never-wandering, guileless love,
Unmasked, and being seen—without a blot!
Oh! let me have thee whole,—all, all, be mine!
That shape, that fairness, that sweet minor zest
Of love, your kiss—those hands, those eyes divine,
That warm, white, lucent, million-pleasured breast,
Yourself—your soul—in pity give me all,
Withhold no atom’s atom or I die;
Or living on perhaps, your wretched thrall,
Forget, in the mist of idle misery,
Life’s purposes—the palate of my mind
Losing its gust, and my ambition blind!

Caporedattrice Poesia

Maria Borio è nata nel 1985 a Perugia. È dottore di ricerca in letteratura italiana contemporanea. Ha pubblicato le raccolte Vite unite ("XII Quaderno italiano di poesia contemporanea", Marcos y Marcos, 2015), L’altro limite (Pordenonelegge-Lietocolle, Pordenone-Faloppio, 2017) e Trasparenza (Interlinea, 2019). Ha scritto le monografie Satura. Da Montale alla lirica contemporanea (Serra, 2013) e Poetiche e individui. La poesia italiana dal 1970 al 2000 (Marsilio, 2018).