Franco Fortini, Ancora la posizione

Questo tempo dell’anno è fermo e chiuso
che applica al suolo le foglie stracciate
dove il petrolio è mischiato con l’acqua.
Dentro la nuvola posso volare
che i manifesti e i rumori compongono
o lasciarmi allo sporco della sera
che cuoce un colore marrone sui tetti.

L’ossido lede le antenne sui tetti
i marmi le vernici e le catene.
Il piombo e il marmo si piegano piano.
Eppure sempre crescono palazzi
che fulminano azzurri all’occidente
e di lassù si scoprono alti monti.
So quel che aspetto e di quello ho riposo.

Questo tempo dell’anno è il mio riposo
perché qualcosa mi inclina e consento.
Dove la pioggia e il catrame si mischiano
agli scarichi strani delle fabbriche
e agli esseri sbranati tra le erbe
che le autostrade allevano d’inverno
ognuna di queste parole è dolcissima.