Figura

Cinque poesie da Figura di Fabio Orecchini, collana “Croma K”, Oedipus.

 

………………………………………….al dire lontano

che fu sapersi detta, circoscritta nella forma o figura appena pronunciata, figurante asservita alla scena appena trascorsa -evocata- qualcuno provi a soccorrermi a sfigurarmi

almeno, figurarsi altrove

 

 

…………………………………………Cos’è che dentro questo spettro

vocale, a tormentare il cosmo, cos’è che dentro nel vedere l’esser veduti? invisa contava minime esplosioni e mi collezionavo -a resti a scaglie come un cane una formica verde- noi non a prendere in cura non noi e velocemente l’azzurro pendeva dai suoi occhi

caduti, prese la mira

 

 

………………………………………..Le voci plateali

a fare peso, dove tutto è solo forma già compiuta nelle pause dire l’altro sommessamente adire abito un nome non un corpo o ancora un filo che attraversa un io residuo uni-sonante come un silenzio elettrico

uno sparo, siamo deserti fertili di bombe

 

 

…………………………………………tre nomi che non

corrispondono, cielo e terra dello stesso colore, colore di occhi chiusi o un milione di uccelli -precipitanti- anche il giorno cade, si tiene in vista della luce della costa il corpo è un nesso incompiuto una ferocia omessa, si alza

un vento opaco, la dinastia degli occhi

 

 

………………………………………….qui tutto si apre

oltre le grate, immortal giorno dietro il cielo dentro l’occhio, assediato te risorgi insorgi in me un assedio

che devo, abbandono abbandonare.

 

Immagine: Wael Shawky, Al Araba Al Madfuna III (2015; still), black & white film, sound.