Estate. Due poesie

da | Lug 23, 2021

Ne è apparso oggi nel cielo il primo indizio,
il sole col suo carro si è lanciato
in una corsa quasi a perdifiato,
primizia dell’estate e del solstizio.

Era una corsa folle, a precipizio,
ma il sole in mezzo al cielo si è fermato
e un bacio al firmamento ha regalato
come in un abbagliante sposalizio.

Arrivano i miei giorni prediletti,
del cielo terso e l’acqua cristallina,
e l’ora trasognata delle streghe.

Lo so che avremo ancora delle beghe,
ma son contento perché si avvicina
la serie dei miei giorni più perfetti.

 

*

Quando altissimo vira il mezzogiorno
e fumiga l’asfalto sulla via,
sento come un sussulto di allegria
con l’afa che imperversa tutto intorno.

Io penso che l’incendio in pieno giorno
sia solo una felice epifania,
ma il caldo sembra quasi un’ordalia,
è come stare chiusi dentro a un forno.

Ti amo fiera estate se ribelle
infuri sulle vie della città,
e soffochi ogni cosa col calore.

Esalano le strade nel vapore
la loro catramosa gravità:
ti sento, ardente estate, sulla pelle.

Luca Alvino è nato a Roma nel 1970. Ha pubblicato Il dettaglio e l’infinito. Roth, Yehoshua e Salter (Castelvecchi, 2018) e Il poema della leggerezza. Gnoseologia della metamorfosi nell’Alcyone di Gabriele d'Annunzio (Bulzoni, 1998). Si interessa di letteratura contemporanea e di poesia. Collabora con il blog minima&moralia.


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