Eravamo felici per sbaglio

da | Apr 29, 2026

Otto poesie in anteprima dal nuovo libro di Maddalena Bergamin, “Eravamo felici per sbaglio”, da poco uscito per Interlinea.

 

SEGRETI

So di persone tenute
rinchiuse in stanzette
da parenti per colpa
di nervosi esaurimenti
e infantili depressioni.

Chissà chi per primo
scelse il nome del male
mascherando la colpa
del proprio rituale.

 

 

DOVEVI GUARDARE DI LATO

A volte ti viene incontro
boicottando le tue belle
performance, passa dal sonno
dal riposo mancato e confonde
la notte col giorno. Ti viene
in torcicollo se sei fortunato
così non ti giri di lato.

Così non ti giri: guardi solo davanti.
E non avresti dovuto, dovevi davvero
guardare di lato, l’agonia che la testa
ricorda e che insiste che sia cancellato.

Poi ti muore anche il corpo
o sei tu che lo uccidi?
Ci facciamo una colpa
perché siamo vivi.

 

 

NEBBIA

Sembra quasi di farsi un favore a vicenda
a sparlare degli altri, ché più togli più aggiungi
alla nebbia che confonde i tuoi anni.

Lungo il dito che addita lo scandalo
scorre elettrico il nervo residuo.

Lascia niente la misera luce di scheggia
è strumento in disuso, deluso
e spaesato indietreggia
il ragazzo insicuro
del proprio futuro.

 

 

AU REVOIR

(Amico, dal latino “amícus”, dalla stessa
radice di “amàre”, propriamente
che si ama, che ama. Sostantivo: la
persona che ama ed è riamata.)

I
Nel momento del bisogno
si vede il vero amico, io invece
ho visto mascherato il mio nemico
avvicinarsi proprio all’ora del disastro
e poi sparire. Godeva del dolore, spiava
miserabile la triste condizione
sottile l’intenzione, crocerossino
per passione.

II
Di anno in anno ho scoperti
incontemplati sentimenti
tra i più torbidi gli intenti
come per esempio di chi
ti viene in soccorso
nel momento esatto
che sei in brandelli
e attraverso le ferite

introduce soluzioni
di gratuite medicine.
Ma appena tu ti tieni
in piedi e vedi bene
lui se ne va da dove viene.
Non fai in tempo a dirgli
au revoir! da lontano
con la mano, che già
si butta appresso
a nuove più esaltanti
contingenze.

Comprendi infine,
amaramente, che di te,
che della gente, gli interessava
poco o niente.

 

 

ALLE VITTIME DI OMOFOBIA

Queste due donne che vanno
con le mani intrecciate, appoggiando
la testa sulle spalle spigolose…
Funamboli! Gazzelle per destrezza
in mezzo alla foresta
della civiltà.

Hanno l’aria straniera
come quella di un colore
nella foto in bianco e nero
dell’ultima stazione.

Attraversano i binari
quasi sospese dall’amore
la voce annuncia il loro treno:
ripartono a cercare
un altro arcobaleno.

 

 

CASTELLO DI CURA

Qui non ci sono frasi di circostanza
chi ti saluta a metà mattinata
si strappa dal petto le banali parole
misurando le riserve del fiato.

Se non ha forza, sta seduto
da solo sul prato e l’altro
che incroci lungo il sentiero
abbassa la testa.

Prima di andare a dormire
lascia sul tavolo una sigaretta
l’ultima del suo pacchetto
sgualcito: allora sa
che hai capito.

 

 

FORT ROAD BRIDGE I

La morte dal ponte
la morte col sole che splende
non essere parte di un solo presente
ma sempre distante travolto
da pioggia battente.

Morire dal ponte, passati i cartelli
varcare i cancelli e buttare
la tenera mente in altissime
acque ghiacciate

di seguito il corpo
l’ingombro del mondo
l’invisa presenza
per ogni coscienza.

 

Nota: 
Dall’inaugurazione, nel 1964, del ponte sospeso Forth Road
di Edimburgo, fino al 2011, si sono contati circa 800 suicidi.
Diversi cartelli sono stati posizionati lungo il ponte, ora
pedonale, per dissuadere chi intenda compiere il gesto. Vi si
leggono slogan come “you can talk to us”, preceduti da un
numero di emergenza.

 

 

FORTH ROAD BRIDGE II

Dal punto più alto la vertigine
esalta, guardando all’ingiù
l’attrazione dell’acqua:
vedi la storia come fa
la leggenda.

Senza volerlo, per ebbrezza
mortale, lanceresti anche tu
il tuo peso del male?

Maddalena Bergamin (Padova, 1986) vive a Parigi dove insegna italiano e francese. Dopo gli studi in Italia ha conseguito un dottorato di ricerca in letteratura italiana contemporanea all’università Paris-Sorbonne. Si è occupata, prevalentemente, di poesia delle donne e di psicoanalisi lacaniana. Del 2008 il suo primo libro di poesie, "Comunque, la pioggia" (Perrone, Roma). Nel 2014, la sua raccolta "Scoppieranno anche queste stagioni" è stata inclusa nel XII Quaderno di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, Milano), con una prefazione di Fabio Pusterla. Nel 2017 ha pubblicato per Interlinea "L’ultima volta in Italia", inaugurando la collana Lyra giovani diretta da Franco Buffoni.