Sei poesie in anteprima dalla raccolta inedita di Matteo Fantuzzi, “Diario del disamore”, appena uscita nella collana ‘Gialla’ di pordenonelegge, insieme a Samuele editore, a cura di Alessandra Corbetta.
La ragazza gomitolo
giace alla fine del turno
tra le lamiere di ferro.
Nulla si rivelerà mai
complicato quanto togliere
via la bellezza dei cardini
per restituirla ai parenti.
Hanno ripulito l’ordito appena
dopo le indagini, ricomincia così
il proprio ciclo continuo l’azienda
con altre dita sottili
per ammansire la macchina.
*
Si spezza un gancetto nel nastro,
come una gabbia toracica sotto un peso
tremendo nella ripetizione costante.
Chiedono aiuto
si raccolgono attorno al cadavere
tra vetri rotti e porcellane inservibili.
Una donna si siede di lato su una pila
di casse, rassicura chi accorre.
Una fila di piatti e stoviglie
si ammassa all’istante
per ricordare l’inferno
delle cose lasciate interrotte
e destinate a sporcarsi.
*
CODOGNO, CASALPUSTERLENGO, VO’ EUGANEO
Lottano, si contorcono per non soffocare.
nel grande bacino di laminazione ho buttato
alcuni pezzi di pane ammuffito come ultimo gesto:
ferocemente le oche se li strappano
fino a strozzarsi nella loro infinita,
spietata natura
come farebbe ogni branco
uccidendosi per sopravvivere.
*
Puntano sull’aeroporto,
una calca di lavoratori stranieri e turisti
si ammassa tra le compagnie di bandiera.
Schiacciano enormi valigie sui rulli,
inarcano in aria i biglietti d’imbarco.
Basta un cenno e all’unisono
come arieti selvaggi sfondano il vetro
protetto fuori dall’area ristoro,
il barcone è una ghiera di ferro
sulla pista di lancio.
Ritornano come fantasmi
dal confine del mondo.
in uno schermo lontano li guardo:
una cornice di insetti
supera l’alveo larvale,
qualcuno ha portato con sé un estintore.
*
Disidratati, impauriti,
sono fuggiti via tutti.
Si guardano adesso dalla stiva
di latta come animali rabbiosi,
immaginando l’osceno,
dichiarando del proprio
compagno l’avvenuta miseria.
nulla più della colpa
sa dichiararsi innocente.
*
Chiudono l’ipermercato
pochi giorni dopo l’apertura.
Portano via i frigoriferi,
piccole bestie infestanti
vivono ora la carne
lasciata marcire in reparto.
neppure i festoni hanno tolto,
le particelle gassose spingono
in aria i palloni
legati a filo tra loro
per non scappare nel vuoto.