De vacuum natura. Saggio in versi

da | Set 2, 2026

Alcuni estratti in anteprima dalla raccolta di Lidia Popolano, che ha vinto l’undicesima edizione, nella sezione inediti, del Premio Pagliarani. Il libro sarà pubblicato dall’editrice Zona.

 

LA PARTE IN CAUSA

Cercano accordi che non esistono nel loro udito, non vogliono sentirsi dire, ma sanno bene che[

nessuna delle caratteristiche che il mondo ha perso
presente, continuità, direzione, mette in questione che

]la vita è nella sete, nell’attimo sospeso, nel dolore acuto, nella parola che, libera, proprio non sa
dove sta di casa

che le cose non sono, accadono
e sono oblique, senza disporsi
necessariamente in bell’ordine
né lungo una singola linea

perché proprio a me?, chiediamo, proviamo e riproviamo, lasciamo la mente libera a vagare [nelle
sintesi, ma con la coda dell’occhio cerchiamo ancora
tra un ‘buongiorno!’ e le metafore esplicite
l’esibito richiama: forse là c’è qualcosa che ci riguarda

forse tu provi a descrivere il mondo nella
prospettiva particolare di chi si nutre del caos.

 

*

PO ETICA

Non voglio costruire una nuova poetica: non ne ho la forza, né la competenza non ho neanche [l’età
o la giovanile avvenenza
voglio esplorare le poetiche altrui, rispecchiarmi in alcune, amarne altre, anche se a fatica
nel confronto trovo la gioia lo scopo della[, vorrei essere cespuglio comune: forse una [margherita

non dovremmo parlare di cause ed
effetti, ma riuscire a vedere solo regolarità
simmetrie rispetto al passato o al futuro

nella sintonia con i versi dei poeti cerco il senso, nelle esperienze afferro i pensieri multiformi, le
sensazioni comuni, il consenso, l’etica: confrontare le po etiche in fondo riconduce alle etiche

certo, poetica è una parola abusata

le leggi di natura non sono note in sé stesse, ma
nei loro effetti, nelle relazioni con altre leggi, che
a loro volta, sono note solo come relazioni

so che più che mai piace sentirsi dire che l’etica è spirata — e concordo: le etiche della persona al di sopra di tutti e di tutto, della religione, dello stato, del comportamento stereotipato, sono state abbandonate, ma non perché esaurite, semmai perché, moltiplicate e sfruttate dal capitale

le proprietà che ci impressionano sono
state introdotte da noi stessi, siamo noi a
impressionare noi stessi con le nostre scoperte.

 

*

CREATIVITÀ

Quando senti il desiderio di uscire fuori di te o dalla tua dimensione creatrice non significa che
questo sia il desiderio preponderante

non devi attendere di sapere quanto non ti è concesso, non sapresti farlo, non è questo il compito che ti è stato assegnato il giorno della nascita, forse, anche prima: è semmai quello di agire per scelta positiva o negativa

all’origine del nostro universo c’è la trasformazione di un vuoto in un altro stato di vuoto

ecco ciò che hai imparato per tentativi ed errori: a selezionare, separare, filtrare o setacciare, a
discernere nella realtà quanto per te possa divenire azione, e scartare tutto ciò su cui il tuo corpo non possa divenire attore, o agente, attante forse: te lo suggerisce la filosofa

la psicologia non si è occupata abbastanza della difficoltà di una donna di liberarsi del fantasma del padre nella sua psiche, presenza fuorviante, se non per aiutarla ad approcciarsi realisticamente all’uomo

il buco nero è un inclinarsi nel
futuro, di ciò che gli sta intorno

ma se il tuo scopo è raggiungere l’equilibrio, oh! a distrarre le tue orecchie dai rumori non
pertinenti, nessuno, per il momento, nessuno ti batte.

 

 

NB: Non è stato sempre possibile rispettare la grafica dell’originale.