Sette poesie in anteprima da “Ovologio”, il primo libro di poesia di Luigi Riccio, da poco uscito con prefazione di Gianluca Furnari e una nota di Tommaso Ottonieri per la collana ‘Apnea’ di Mar dei Sargassi.
TAMAGOTCHI I
Questa carezza grave d’acqua di specchi questa bolla
d’unto iride partorisce un vuoto d’ali questa corrosa
collosa collana colonna sospesa
dedotto astro biologico svezzato dai
diossidi di manganese disceso ovosodo
polimero di perla
…
*
TAMAGOTCHI III
Dal nome d’incantesimo diegesi come cammini hai
una saliva vivissima le tue corde soffiano un fuoco di piccoli
mottetti: tulipani di ferro sopra al soffitto o un segreto bolero che
si giganteggia. Hai orecchie buone per fischi. Stasera
farà il bagno un odore terribile una schiuma sotto le unghie
dormirai per prescelta in serra per convenevole d’uno-
due sarà stato agosto ci saranno le angurie di semi.
*
TAMAGOTCHI VI
Che paura che ti faranno i porci fantasma dentro
l’unità che produce questa storia di assemblaggio
a linee guida totali. Non vorrai
l’ingranaggio nero la verdura che hai lasciato a fermentare
dietro il cibo buonissimo guarda come lo mangiano.
Non è il sapore il problema è la consistenza
è l’influenza. È che non ti lavo da giorni e peserai.
*
TAMAGOTCHI VII
Nerissimo sarà tuo quel fatto a salto di battesimo e
volontà: dal bitume meccanico goccia un Gabriele e ti porta il mostro.
Perderai il messaggio. Ma se tra i vetrini
outremer del tuo letto scavi troverai sempre un’irrespirabile
pampuglia schedari di icone il costo dei tutti
suoi dentini. Pure nel legno il firmamento ripetitivo di nicchie
conferma la paternità che ti stracci il palo che giri.
*
TAMAGOTCHI VIII
Mentre assaggi il sapore sbagliato di quegli agrumi ti faranno male
i denti dappertutto o i nemici. Prima di sera li avrai come un premio
seminati ma di sopra ma da uno squittio fortissimo
ma dall’apertura dei cancelli saranno per il loro suono
riconosciuto per il loro colore stati. Quanto sarà difficile
aver fatto un segno e quanta paura fa
l’esatto. Facciamo che eri un giro di nomi e giorni.
*
TAMAGOTCHI IX
Questo poema è in seconda persona. Questa risposta
virale al corpo della tua lingua non è un’azione
di presenza è il modulo
interrogativo della tua voce illecita. È un errore di cura
se resta ma se ci parti se metti il punto giri
a vuoto per la città esausta. Il tuo progetto è un uomo
malato. Un vegetale che rimbalza grida. Una mia parafrasi.
*
TAMAGOTCHI X
“I’m not a person. I’m not a bird. I’m not even a food.
I don’t know what I am.”
– Humpty Dumpty ne “Il gatto con gli stivali”
Questa maschera gommosa che ti fa il viso che ti si attacca
tutta di polvere questo burro di api tra le mani ricevi
liscio come un pronome mangia la mia pasta buona
di frutti su questa bocca dalle bollicine
missive difesissimo dormi mi costruirò
Romperai nella scia di liquido adesso freddo questa matrice
d’amore mio. La tua pelle fa luce e male.