Boris Pasternak, Mia tenera amica…


Mia tenera amica, come di notte in volo per il Polo da Bergen,
quale peluria tiepida che scrolli via da zampe di folaga
la neve caduta, lo giuro, cara, che non mi costa fatica
quando ti dico: dimentica, assopisciti.

Quando, come la salma dello scafo norvegese stretto
dal ghiaccio, nella visione degli inverni, dei pali immoti,
brinati, nel bagliore dei tuoi occhi balugino – dormi, consolati,
guariscono, queste ferite: calma, non piangere.

Quando, proprio come il Nord che oltre gli estremi insediamenti,
di nascosto dagli Artici – gli insonni ghiacci – con la cupola
di mezzanotte gli occhi alle foche cieche rinfresca,
ti dico – non sfregarli, dormi, dimentica: non è niente.

 

Traduzione di Paola Ferretti.