Andrea De Alberti, La cospirazione dei tarli. L’universo di Don Chisciotte

Alcune poesie da La cospirazione dei tarli. L’universo di Don Chisciotte di Andrea De Alberti, da poco uscito nella collana ‘Lyra’ di Interlinea.

Non voglio che i miei fogli crescano qui,
sembrava dire,
se questa è la mia vita il vertice è invisibile,
le parole furono quelle che furono,
quelle che avevo tanto preparato
marcirono sul posto.
Filippo non finì di scomparire,
tempo in ritardo sul tempo.
Le giornate impiegarono un coro
ad aprire il sipario,
la guerra era la pace.

*

Questa formula è una differenza di livello,
una relazione possibile tra due vite
in un cammino curvo.
Non dovrei fare ciò che faccio,
è senza dubbio bello vedere le cose,
ma non farne parte.
Così mi sono attribuito una figura,
un cavallo, un’alterazione nervosa
per una donna chiamata Dulcinea,
l’inconveniente di un’anima buona.
I contadini costruiscono falsi posti di blocco e
sono sicuro dell’esistenza dei mulini a vento,
ma vi faccio credere altro, infrango le leggi
e voi vi infatuate del mare e delle vie sotterranee.

*

I sogni li tossisco,
i sogni non devono andare giù
.
Poi guardò Ronzinante,
era dietro di lui.
La donna si chiama Aldonza Lorenzo,
giovane contadina, arma complicata, promessa di viaggio.
Dulcinea del Toboso è celata da un albero spoglio.
A fine giornata il problema fu risolto,
giunse in un’osteria e venne nominato cavaliere.
Ora le greggi sono eserciti arabi,
i burattini dei demoni.
La realtà ha occhi rotanti da sempre.

*

Era prigioniero della propria imperfezione,
la storia dell’uomo si prolunga in quella
degli animali.
Ronzinante ci informa di una digressione,
il sollievo di sapere che la fantasia
di un padrone è migliore della sua comprensione.
Eppure le scelte dovrebbero partire
da una fatalità capovolta:
mentre stai leggendo un libro
accorgersi che lo stai già scrivendo.

*

La mia giornata è vuota e lunga,
non devo nulla, posso tutto.
Non c’è niente di diverso da riferire.
Un tronco secco, una vibrazione credibile
nella calura.
Un altro passo ancora.
La direzione di uno slancio, uno schema
verticale del tempo,
l’ago della bussola sulla punta della lancia,
oscillatorio fra la Spagna e il mondo.

*

L’avvenire non è rappresentare le cose,
lo scopo non è qui,
tanto che, facendo un altro passo, entrerete
in intimo rapporto con un orizzonte nostalgico.
Andate e riscattate il sepolcro di Don Chisciotte.
Vi faranno delle domande,
ci sarà sempre qualcuno che vi chiederà
quando gli esporrete il progetto:
E poi?
Voi rispondetegli:
E prima?

*

Uscii all’avventura da un passaggio segreto
obbedendo a un’ispirazione cieca.
Mi ritrovai in una landa,
minuscolo punto di eternità.
Non volevo che la mia allucinazione
diventasse collettiva,
folle ma non stupido,
uno stendardo della fantasia.
Fece ridere il mondo intero senza fare mai una battuta,
scrisse Unamuno.

Immagine: P. Picasso, Don Quixote.