Poesia del giorno

Cesare Pavese, Mania di solitudine

Cesare Pavese, Mania di solitudine

Poesia Poesia del Giorno
Mangio un poco di cena seduto alla chiara finestra. Nella stanza è già buio e si guarda il cielo. A uscir fuori, le vie tranquille conducono dopo un poco, in aperta campagna. Mangio e guardo nel cielo – chi sa quante donne stan mangiando a quest’ora – il mio corpo è tranquillo; il lavoro stordisce il mio corpo e ogni donna. Fuori, dopo la cena, verranno le stelle a toccare sulla larga pianura la terra. Le stelle son vive, ma non valgono queste ciliege, che mangio da solo. Vedo il cielo, ma so che fra i tetti di ruggine qualche...
Leggi altro
Giovanni Giudici, Descrizione della mia morte

Giovanni Giudici, Descrizione della mia morte

Poesia Poesia del Giorno
Poiché era ormai una questione di ore Ed era nuova legge che la morte non desse ingombro, Era arrivato l’avviso di presentarmi Al luogo direttamente dove mi avrebbero interrato. L’avvenimento era importante ma non grave. Così che fu mia moglie a dirmi lei stessa: prepàrati. Ero il bambino che si accompagna dal dentista E che si esorta: sii uomo, non è niente. Perciò conforme al modello mi apparecchiai virilmente, Con un vestito decente, lo sguardo atteggiato a sereno, Appena un po’ deglutendo nel domandare: c’è...
Leggi altro
Amelia Rosselli, Di sollievo in sollievo…

Amelia Rosselli, Di sollievo in sollievo…

Poesia Poesia del Giorno
Di sollievo in sollievo, le strisce bianche le carte bianche un sollievo, di passaggio in passaggio una bicicletta nuova con la candeggina che spruzza il cimitero. Di sollievo in sollievo on la giacca bianca che sporge marroncino sull'abisso, credenza tatuaggi e telefoni in fila, mentre aspettando l'onorevole Rivulini mi sbottonavo. Di casa in casa telegrafo, una bicicletta in più per favore se potete in qualche modo spingere. Di sollievo in sollievo spingete la mia bicicletta gialla, il mio fumare transitivi. Di sollievo in sollievo tutte...
Leggi altro
Pier Paolo Pasolini, da La religione del mio tempo

Pier Paolo Pasolini, da La religione del mio tempo

Poesia Poesia del Giorno
Avrei voluto urlare, e ero muto: la mia religione era un profumo. Ed eccolo ora qui, uguale e sconosciuto, quel profumo, nel mondo, umido e raggiante: e io qui, perso nell’atto sempre riuscito e inutile, umile e squisito, di scioglierne l’intatto senso nelle sue mille immagini... Mi ritrovo tenero come un ragazzo all’entusiasmo misterioso, selvaggio, come fu in passato, e stente lacrime mi bagnano la pagina alla vista, nel solicello ardente, di quei due, che – loro sì ragazzi – si perdono svelti, beatamente, nella...
Leggi altro
Georges Perec, lo spazio (seguito e fine)

Georges Perec, lo spazio (seguito e fine)

Poesia Poesia del Giorno
Vorrei che esistessero luoghi stabili, immobili, intangibili, mai toccati e quasi intoccabili, immutabili, radicati; luoghi che sarebbero punti di riferimento e di partenza, delle fonti: Il mio paese natale, la culla della mia famiglia, la casa dove sarei nato, l’albero che avrei visto crescere (che mio padre avrebbe piantato il giorno della mia nascita), la soffitta della mia infanzia gremita di ricordi intatti… Tali luoghi non esistono, ed è perché non esistono che lo spazio diventa problematico, cessa di essere evidenza, cessa di essere incorporato,...
Leggi altro
Mario Luzi, Il gorgo di salute e malattia

Mario Luzi, Il gorgo di salute e malattia

Poesia Poesia del Giorno
"C'è un futuro per l'uomo?" non mancano di domandargli i reporters. E incalzano più esperti galoppini del problema, sociologi, ideologi, preti faccendieri insofferenti del verbo. Pronto, indefinitamente futuribile lui sempre pennella una qualche esauriente non risposta non per loro,certo, per il microfono - solo incolpevole, che io sappia, tra quei peccatori contro l'essenza. Del resto rispondono in sua vece la sua giubba pretenziosa, la sua moglie ciarliera, la sua piccola gloria messa assieme lesinando sopra tutto sull'anima. Via, poi, volatilizzati d'un tratto - e dietro...
Leggi altro
Kikì Dimulà, “Torna e prendimi”

Kikì Dimulà, “Torna e prendimi”

Poesia Poesia del Giorno
Non il sonno. Il sonno propizio porta i sogni quello inviato dagli dèi ad affondare la bonaccia a incatenare la tempesta così che in fretta e senza ostacoli avvenga la separazione di Ulisse da Calipso alla quale han fatto seccamente sapere “Sta arrivando. Sette anni l’hai tenuto prigioniero nella grotta del tuo amore. Un periodo lungo che stanca il possibile e l’impossibile”. Calipso ha ceduto ma dentro di lei un gran lamento. Il colpevole sentiva dire di vento propizio per la separazione e fu colto...
Leggi altro
Boris Pasternak, Mia tenera amica…

Boris Pasternak, Mia tenera amica…

Poesia Poesia del Giorno
Mia tenera amica, come di notte in volo per il Polo da Bergen, quale peluria tiepida che scrolli via da zampe di folaga la neve caduta, lo giuro, cara, che non mi costa fatica quando ti dico: dimentica, assopisciti. Quando, come la salma dello scafo norvegese stretto dal ghiaccio, nella visione degli inverni, dei pali immoti, brinati, nel bagliore dei tuoi occhi balugino – dormi, consolati, guariscono, queste ferite: calma, non piangere. Quando, proprio come il Nord che oltre gli estremi insediamenti, di nascosto dagli...
Leggi altro

Andrea Zanzotto, Che sarà della neve, che sarà di noi?

Poesia Poesia del Giorno
Che sarà della neve che sarà di noi? Una curva sul ghiaccio e poi e poi… ma i pini, i pini tutti uscenti alla neve, e fin l’ultima età circondata da pini. Sic et simpliciter? E perché si è – il mondo pinoso il mondo nevoso – perché si è fatto bambucci-ucci, odore di cristianucci, perché si è fatto noi, roba per noi? E questo valere in persona ed ex-persona un solo possibile ed ex-possibile? Hölderlin: “siamo un segno senza significato”: ma dove le due...
Leggi altro
Vittorio Sereni, Pantomima terrestre

Vittorio Sereni, Pantomima terrestre

Poesia Poesia del Giorno
…auprès de margelles dont on a soustrait les puits. René Char   Ma senti – dice – che meraviglia quel cip sulle piante di ramo in ramo come se il poker continuasse all’aperto: dimmi se non è stupenda la vita. Chiaro che cerca di prendermi per il mio verso. Vorrei rispondergli con un’inezia della mente un’altra delle mie tra le tante (gente screziata di luna, per porticati e uno attorno tra loro, dall’uno all’altro: assaggiate questa fresca delizia). Certo, – rispondo invece – è stupenda....
Leggi altro
Octavio Paz, Due corpi

Octavio Paz, Due corpi

Poesia Poesia del Giorno
Due corpi, uno di fronte all’altro, sono a volte due onde e la notte è oceano. Due corpi, uno di fronte all’altro, sono a volte due pietre e la notte deserto. Due corpi, uno di fronte all’altro, sono a volte radici nella notte intrecciate. Due corpi, uno di fronte all’altro, sono a volte coltelli e la notte lampo. Due corpi, uno di fronte all’altro sono due stelle che cadono in un cielo vuoto. (Traduzione di Fulvia Bardelli)     DOS CUERPOS Dos cuerpos frente a...
Leggi altro
William Shakespeare, Non sono affatto come il sole gli occhi…

William Shakespeare, Non sono affatto come il sole gli occhi…

Poesia Poesia del Giorno
Non sono affatto come il sole gli occhi della mia donna; molto più il corallo rosso è del rosso delle labbra sue; e se la neve è bianca, perché allora i seni suoi son spenti; se i capelli son crini, crescon sopra la sua testa dei crini neri. Molte io ne ho viste di rose rosse e bianche, e damascate, ma rose come quelle io non vedo sulle sue guance, e trovo più delizia in alcuni profumi che nel fiato della mia donna. Amo darle...
Leggi altro
Marino Moretti, Libreria di paese

Marino Moretti, Libreria di paese

Poesia Poesia del Giorno
Entrare? No. Pericoloso andarci, perché son sempre molti i libri che risultano già marci appena usciti (e i frutti appena colti) e io son troppo saggio per non vietarmi il facile miraggio di varcar soglie che non appigiono. Si sa come son fatto. Finto buono, finto cattivo, finto (ahimé) selvaggio. Ma se un libraio abbiamo oggi in paese accede oggi un mio libro in queste case. Comprare un libro è pur la cosa nova! Comprarlo come un ninnolo, come un cesto di pesche e di...
Leggi altro

Franco Loi, Essere uomo ed essere poeta…

Poesia Poesia del Giorno
Vèss òm e vèss puèta… Cum’i can che bàjen a la lüna per natüra, per la passiensa de stà lí a scultà… Vèss òm e vèss puèta… ’Na paüra de vèss un’aria, un buff… duè murí… Vèss òm e vèss puèta… Per la scüra del crèss tra j òmm, despèrdess nel patí, per returnà quèl fi’sc de la memoria che la passiensa l’à sparagnâ nel dí. Essere uomo ed essere poeta… Come i cani che abbaiano alla luna per natura, per la pazienza di star...
Leggi altro
Sandro Penna, La lezione di estetica

Sandro Penna, La lezione di estetica

Poesia Poesia del Giorno
«Ma che bellezza c’è nella poesia?» Ascolta, quando vedi un forte amico pieno di donne intorno, quando preso sei dall’orchestra, e sotto il riflettore risplendono i colori di una diva che seminuda scende giù in platea, dove tu trasalisci, e sei nascosto da tanta gente!, quando in una notte buia e serena in una piazza amici ballano senza donne al suono d’una fisarmonica e tu non sei di loro; ebbene questo non è bello per te? E’ anche bello per un vecchio signore che si...
Leggi altro
Mark Strand, Mangiare poesia

Mark Strand, Mangiare poesia

Poesia Poesia del Giorno
Mi cola inchiostro dagli angoli della bocca. Non c’è contentezza come la mia. Ho mangiato poesia. La bibliotecaria pensa di avere le traveggole. Ha gli occhi afflitti e cammina con le mani tra le pieghe del vestito. Le poesie sono svanite. La luce è fioca. I cani sono sulle scale della scantina e salgono. Roteano gli occhi, le zampe bionde bruciano come stoppie. La povera bibliotecaria comincia a battere i piedi e piange. Non capisce. Quando mi inginocchio e le lecco la mano, urla. Sono...
Leggi altro
Eugenio Montale, Fine del ’68

Eugenio Montale, Fine del ’68

Poesia Poesia del Giorno
Ho contemplato dalla luna, o quasi, il modesto pianeta che contiene filosofia, teologia, politica, pornografia, letteratura, scienze, palesi o arcane. Dentro c'è anche l'uomo, ed io tra questi. E tutto è molto strano. Tra poche ore sarà notte e l'anno finirà tra esplosioni di spumanti e di petardi. Forse di bombe o pegggio, ma non qui dove sto. Se uno muore non importa a nessuno purché sia sconosciuto e lontano.
Leggi altro
Francesco Petrarca, Più volte Amor m’avea già detto: Scrivi…

Francesco Petrarca, Più volte Amor m’avea già detto: Scrivi…

Poesia Poesia del Giorno
Più volte Amor m’avea già detto: Scrivi, scrivi quel che vedesti in lettre d’oro, sí come i miei seguaci discoloro, e ’n un momento gli fo morti et vivi. Un tempo fu che ’n te stesso ’l sentivi, volgare exemplo a l’amoroso choro; poi di man mi ti tolse altro lavoro; ma già ti raggiuns’io mentre fuggivi. E se ’begli occhi, ond’io me ti mostrai et là dov’era il mio dolce ridutto quando ti ruppi al cor tanta durezza, mi rendon l’arco ch’ogni cosa spezza,...
Leggi altro
Franco Fortini, Ancora la posizione

Franco Fortini, Ancora la posizione

Poesia Poesia del Giorno
Questo tempo dell’anno è fermo e chiuso che applica al suolo le foglie stracciate dove il petrolio è mischiato con l’acqua. Dentro la nuvola posso volare che i manifesti e i rumori compongono o lasciarmi allo sporco della sera che cuoce un colore marrone sui tetti. L’ossido lede le antenne sui tetti i marmi le vernici e le catene. Il piombo e il marmo si piegano piano. Eppure sempre crescono palazzi che fulminano azzurri all’occidente e di lassù si scoprono alti monti. So quel che...
Leggi altro
Raymond Carver, Nel 2020

Raymond Carver, Nel 2020

Poesia Poesia del Giorno
Chi di noi ci sarà ancora- vecchio, rintontito, annebbiato - ma con tanta voglia di parlare degli amici morti? Parlare e parlare, come un rubinetto che perde. Di modo che i giovani di allora, pieni di rispetto e di toccante curiosità, si scopriranno commossi delle nostre rievocazioni. Dalla semplice menzione di questo o di quel nome e di quello che abbiamo fatto insieme. (Cos' come noi siamo rispettosi, ma anche curiosi ed emozionati, nell'ascoltare qualcuno parlare dei morti illustri che ci hanno preceduto.) Di chi...
Leggi altro
Peter Handke, Canto alla durata

Peter Handke, Canto alla durata

Poesia Poesia del Giorno
Il canto della durata è una poesia d’amore. Parla di un amore al primo sguardo seguito da numerosi altri sguardi. E questo amore ha la sua durata non in qualche atto, ma piuttosto in un prima e in un dopo, dove per il diverso tempo del quando si ama, il prima era anche un dopo e il dopo anche un prima. Ci eravamo già uniti prima di esserci uniti, continuavamo a unirci dopo esserci uniti giacendo così per anni fianco a fianco,, il respiro nel...
Leggi altro
1 2 3 4